Sicurezza
Bullismo sulla disabile, le immagini finiscono sul web
Perquisita l'abitazione di una studentessa diciannovenne dell'Istituto d'arte di Montemurlo: insieme ad altri alunni prendeva in giro la compagna di classe e ha pubblicato i video. Il preside: "Se ha fatto quello che dicono, prenderemo provvedimenti"
PRATO. Quando i carabinieri della Tenenza di Montemurlo hanno bussato martedì pomeriggio, 10 marzo, alla porta della casa dove abita una studentessa diciannovenne dell’Istituto d’Arte Brunelleschi, la ragazza è caduta dalle nuvole. Poi ha capito. Erano venuti per sequestrare le immagini che, secondo la Procura, costituiscono la prova di un atto di bullismo nei confronti di un’altra studentessa della scuola di via Maroncelli, una ventenne disabile con problemi di ritardo mentale e sofferente di epilessia.
Si tratta di tre video fatti con un telefonino che ritraggono la ventenne disabile mentre sarebbe derisa dai suoi compagni di scuola. Ora la diciannovenne è indagata per violenza privata e atti persecutori (stalking). La perquisizione è stata disposta dal procuratore capo facente funzioni Antonio Sangermano e nel decreto di perquisizione di parla di “sistematica derisione” ai danni della studentessa disabile.
A far scattare le indagini è stata una denuncia dei genitori della ventenne. Il fratello della giovane ha scoperto sulla piattaforma Instagram i video che ritraevano la sorella e li ha giudicati offensivi. I video sono poi stati tolti, ma i carabinieri hanno sequestrato il telefono cellulare della diciannovenne, che ancora li contiene. Secondo quanto è stato riferito dagli inquirenti, in una delle sequenze si vede la studentessa disabile mentre inciampa sulla gamba di un compagno che sembra farle lo sgambetto; in un altro la si sente apostrofare da altri compagni di scuola che le chiedono se si lava i capelli. Situazioni insomma che ai familiari sono apparse quantomeno inopportune, soprattutto perché condivise sul web e messe a disposizione di tutti.
La versione dell’autrice dei video è molto diversa, ma intanto l’indagine è partita e farà il suo corso. E probabilmente non si fermerà alla diciannovenne. I carabinieri stanno esaminando le immagini per identificare altri protagonisti, compagni di classe o di scuola che potrebbero essere indagati con le stesse ipotesi di reato.
Da quanto è stato riferito, i video sono stati condivisi su Instagram a partire dallo scorso 8 dicembre.
Il dirigente scolastico del Brunelleschi, Gaetano Flaviano, raggiunto al telefono nel primo pomeriggio, non era stato ancora informato dell’accaduto. «Se la studentessa ha fatto quello che dicono - spiega il preside - ovviamente prenderemo provvedimenti disciplinari. All’Istituto d’arte non posso dire che ci siano problemi di bullismo nei confronti degli studenti disabili, e ne abbiamo più di 40. In generale è una scuola molto bella e ordinata. Il problema è anche l’uso del telefono cellulare a scuola, che non sarebbe consentito. È indubbio che alcuni ne facciano un uso smodato e compulsivo, spesso non si rendono conto di quello che stanno facendo, hanno perso il senso della misura. Servirebbe un’azione educativa in questo senso e più in generale di rispetto verso chi ti sta accanto. Da parte della scuola e da parte della famiglia. I telefoni cellulari noi non li possiamo sequestrare, tantomeno ai maggiorenni».
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Agli inizi di gennaio l'Istituto d'arte di Montemurlo era finito all'onore delle cronache per una delicata vicenda che ha coinvolto un insegnante, accusato di molestie sessuali da una sua alunna sedicenne. Il padre della ragazza si presentò davanti alla scuola protestando a gran voce contro il rientro in classe del professore. Quest'ultimo è stato poi indagato per violenza sessuale, ma recentemente la Procura ha chiesto l'archiviazione delle accuse.
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