Finanza
Ecatombe di parabole, è caccia all'antennista
Migliaia di impianti da riparare dopo la tempesta di vento, i tecnici fanno affari d’oro. «Ci hanno proposto compensi extra per vedere la partita»
PRATO. Qualcuno ha fatto “proposte indecenti” all’antennista, promettendo un compenso doppio rispetto al normale, altri hanno implorato un intervento prima della partita di calcio della squadra del cuore, altri ancora si sono fatti scudo dei figli, sostenendo che i bambini piangevano, volevano vedere i cartoni animati, ma gli antennisti sospettano che dietro ci fosse il solito motivo, cioè la diretta delle partite su Sky.
Tra i danni provocati dalla tempesta di vento di giovedì 5 marzo non c’è solo una strage di alberi e una diaspora di tegole ma anche un’ecatombe di antenne e parabole. Sono migliaia quelle danneggiate o spostate, e altrettanti gli interventi chiesti in questi giorni agli antennisti di tutta la provincia, che stanno facendo affari d’oro.
Per avere un’idea di quello che è successo basta dare un’occhiata ai numeri di un noto riparatore di impianti in zona centro, dove da giovedì sono arrivate complessivamente 580 richieste di intervento, quando di solito ne arrivano tra le cinque e le dieci al giorno. I tecnici hanno lavorato anche sabato e domenica, con l’aiuto di squadre intervenute anche da altre regioni. Stessa musica alla Igiemme di via Pagli, subissata da decine di richieste per parabole spostate o divelte e antenne rotte. «Siamo ingolfati - raccontano quelli della Tea di via Montalese - Tutti vogliono tutto e subito, offrono un compenso extra. Ci hanno chiamato colleghi da altre province per chiedere rinforzi».
Trovare un antennista in questi giorni è più difficile che rintracciare un idraulico di domenica. Molti non rispondono al telefono fisso perché sono sui tetti, ma finora per fortuna nessuno si è fatto male. «Sui tetti ci andiamo da 40 anni - dicono quelli della Igiemme - Ormai sappiamo come si fa».
Quanto ai costi, dipende dal danno. Il caso più lieve è quello della parabola spostata dal vento, che deve essere correttamente riorientata. In questo caso bastano sui 40-50 euro. Se la parabola è divelta, spiegano alla Tea, si sale fino a 120 euro. Nel caso delle antenne tradizionali che sono state divelte il danno può salire fino a 300 o 400 euro, anche se spesso in questi casi si tratta di una spesa da suddividere tra i diversi condòmini.
La situazione degli antennisti in questi giorni è simile a quella dei pompieri, che da giovedì hanno già fatto 780 interventi (dato aggiornato alle 17 di ieri) e ne hanno altri 359 in coda. Dunque alle fine dell’emergenza ne avranno fatti più di mille, con l’ausilio di un’autoscala arrivata da Milano e un cestello fatto venire da Modena. Anche loro hanno raddoppiato i turni per far fronte a tutte le richieste.
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