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Carta mobile, non “sparate” sul verificatore

Carta mobile, non “sparate” sul verificatore

Dopo le proteste ecco il racconto di Gabriele Magnolfi, 20 anni, che spiega come si svolge il lavoro

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PRATO. Carta mobile, che strazio. Non solo per i cittadini costretti a lunghe code ma anche per i verificatori.

E’ Gabriele Magnolfi, 20 anni, un verificatore appunto, che ribatte alle lamentele «non quelle giustificate delle persone che hanno dovuto subire ore di fila - scrive - ma quelle inutili».

Magnolfi racconta un episodio particolare: «Un signore si è presentato in biglietteria alle 19 circa. L'orario di chiusura dell'ufficio, come riportato sulle porte, è le 19,15. Quindi per evitare attese inutili, abbiamo suggerito alle persone di ritornare il giorno dopo». In quel momento, come spiega il verificatore, dentro l’ufficio c’erano ancora almeno dieci persone «e dato che il tempo stimato per il rilascio della Carta Mobile è di 7 minuti circa, abbiamo evitato alle altre persone di sprecare il loro tempo inutilmente».

Praticamente tutti se ne vanno, tranne uno. «Questa persona - prosegue Magnolfi - è entrata dentro l’ufficio in malo modo, ignorando il sottoscritto, e ha iniziato a urlare inveendo contro il personale e accusando me di essere una figura inutile. Noi - prosegue il verificatore - cerchiamo di fare il possibile per venire incontro agli utenti, ma contro la maleducazione poco possiamo». Ma qual è la giornata-tipo di un facilitatore? Ecco il racconto di Magnolfi. «Sono entrato a lavoro alle 13 (i turni sono di sei ore). Pioveva, la gente si era accalcata dentro l'ufficio. Abbiamo tentato di organizzare la fila con una numerazione improvvisata così da permettere alla gente di allontanarsi e tornare». Magnolfi passa ore a spiegare il funzionamento della carta ai cittadini in fila «in italiano, inglese e a gesti (purtroppo non conosco il cinese), senza mai dare cenno di essere stufo».

Aiuta gli anziani, provvede a creare una corsia preferenziale per i disabili, aiuta chi non riesce a fare il biglietto alla macchina automatica, dà informazioni e, mentre continua a piovere, continua fare “dentro e fuori”. «Sono andato oltre il mio orario di lavoro - afferma - senza fare piega. E dirò di più, volentieri». Il facilitatore, assieme ai colleghi, si improvvisa centralinista, qualche volta accompagnatore e non ci sta a sentirsi dire che il suo lavoro «è inutile».

Per Magnolfi però non è sempre così: «Con la maggioranza dei cittadini incontrati - afferma - è nata una solidarietà spontanea. Ho scherzato e mi sono divertito con la maggior parte dei cittadini e negli ultimi tre giorni tre persone mi hanno portato il caffé senza neppure chiederlo, come gesto di gentilezza. E mi si è riempito il cuore».

«I problemi, le code - conclude il giovane verificatore - sono dovute ad una risposta entusiastica alla carta mobile probabilmente inaspettata».

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