San Domenico, rosone danneggiato dal vento
Si è rotta una parte della vetrata posta sulla facciata della chiesa. Sopralluogo di Cerretelli: «Ora bisogna pensare alla prevenzione», Il grido d'allarme del parroco: "Non abbiamo soldi"
PRATO. Tutti quelli che passano da piazza San Domenico stanno con il naso all’insù per vedere cosa rimane del rosone che sta sopra l’ingresso principale della chiesa. Il danno c’è: una parte della vetrata posta sulla facciata è venuta giù cadendo all’interno dell’edificio sopra l’antico organo. La spaccatura, ben visibile anche dalla strada, è abbastanza grande da far passare pioggia e vento. Al momento la situazione è sotto controllo, ma la tregua dal maltempo potrebbe non durare a lungo. Il provvedimento a cui si sta pensando è di sostituire il vetro con qualcosa di provvisorio nell’attesa di un intervento definitivo, per cui, probabilmente, ci vorrà del tempo.
E’ stato don Luigi Provenzi, parroco di san Domenico insieme a don Pierluigi Milesi, ad accorgersi che la vetrata si era rotta. Immediatamente si è messo in contatto con il direttore dell’ufficio Beni Culturali della Diocesi, Claudio Cerretelli, che dopo il primo sopralluogo ha provveduto a effettuare ulteriori verifiche. «Non è stato fatto ancora un preventivo - dichiara - ma non sarà una cosa da poco perché l’intervento da effettuare è duplice: oltre al danno alla vetrata, che di per sé non è enorme, va considerato l’allestimento di un ponteggio esterno, necessario per lavorare a quella quota (circa 15 metri da terra). Stiamo inoltre valutando la possibilità di proteggere il rosone con un vetro di sicurezza».
Dopo la gestione dell’emergenza, secondo Cerretelli sarà importante concentrarsi sulla prevenzione. «Per impedire che possa succedere qualcosa di ancora più grave - dice - bisognerà effettuare verifiche attente su tutti gli edifici esistenti e programmare una serie di interventi, soprattutto sulle coperture, facendo in modo che al danno attuale non se ne aggiungano altri».
Non mancano le preoccupazioni del sacerdote per le finanze della parrocchia, che potrebbero non sostenere questa spesa. In san Domenico, infatti, sembra piovere sul bagnato. «Quattro anni fa un fulmine ha bruciato il motore delle campane e farlo riparare ci è costato 8700 euro che dobbiamo ancora finire di pagare - racconta don Provenzi – poi ci sono stati i costi per la sostituzione delle coperture dei tetti in eternit, altri 18 mila euro, e ora il rosone».
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