Sicurezza
Piccolo scrive al Tirreno: "Sono innocente e ho molto sofferto"
L'ex allenatore di Vaiano condannato a 6 anni per violenza sessuale, fuggito nelle Filippine assieme alla compagna Valentina Paoli, arrestato e in attesa di estradizione, scrive una lettera al Tirreno per difendere la consigliere comunale Roberta Lombardi, madre della sua donna
PRATO. Domenico Piccolo, l''ex allenatore della squadra di pallavolo di Vaiano fuggito nelle Filippine prima che diventasse definitiva la condanna a sei anni e sei mesi di reclusione per violenza sessuale nei confronti di due sue allieve che all'epoca dei fatti, nel 2005, avevano dieci anni, fa sentire la sua voce.
Piccolo scrive una lettera dalle Filippine dove è rimasto latitante fino a pco fa, prima di essere riarrestato (ora si trova in carcere in attesa dell'estradizione) per difendere la mamma della sua compagna Valentina Paoli, (la consigliera comunale Roberta Lombardi) e per affermare nuovamente la propria innocenza. Piccolo rivela anche di aver aperto un piccolo ristorante su una delle isole. Il testo della lettera è arrivato sulla email del Tirreno di Prato (Prato@iltirreno.it) da un indirizzo di posta elettronica intestato a nome del tutto diverso da quello di Piccolo o della compagna. Ecco il testo della lettera.
"In merito agli articoli da voi pubblicati sulla consigliera Roberta Lombardi nella vicenda riguardante il presunto aiuto da lei fornito alla mia latitanza vorrei puntualizzare quanto segue: non vedo e non sento Roberta Lombardi da prima che lasciassi l'Italia, nè ho ricevuto da lei alcun aiuto pratico e questo sarà 'facilmente dimostrabile dalle attivita'investigative in corso. Roberta e'una delle persone piu'corrette e oneste che abbia mai conosciuto e sta pagando la colpa di essere la madre premurosa della mia compagna. Ha mantenuto contatti con la figlia come ogni madre che si rispetti avrebbe fatto. Sta pagando la colpa di essere una madre suo malgrado coinvolta in una storia triste. Una madre dunque".
"Trovo strano - prosegue Piccolo - che non venga mai nominato il padre che non ricopre però alcuna carica politica. Per quanto riguarda me, come accennava l'articolo (per altro vi sono errori che mi piacerebbe chiarire se potessi) ho lottato per dimostrare la mia innocenza, le incongruenze e le violazioni gravi e immotivate fatte durante i primi due gradi di processo attraverso i miei legali, senza ottenere ascolto. Mi sono sottratto all'arresto non solo nella convinzione della mia innocenza ma anche per altri motivi che accennerò a breve".
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"Sono fuggito in un posto pericoloso e disagevole - scrive Piccolo - per poter almeno vivere. Non conosco la spiaggia nella foto pubblicata, ma conosco poverta'e disperazione, che non è solo quella locale, avendo dovuto vivere delle pochissime risorse che mi ero portato dall'italia. Tornando ai motivi per i quali mi sono allontanato le elenco alcuni fatti che i giornali non raccontano e che dovrebbero essere pero' conosciuti. Nel 2006 sono stato arrestato e incarcerato per 25 giorni. Ho avuto neccessita'di essere ricoverato per una crisi di panico gia'durante il trasporto nel carcere. Sono stato sedato per tutti i 25 giorni ed ho perso 24 kg poiche'non sono mai riuscito a nutrirmi. Attualmente soffro di attacchi di panico e giro con i farmaci in tasca. Sono diabetico da anni ma non mi curo piu'da quando ho lasciato l Italia con un conseguente aggravamento della salute che mi ha portato ad avere due anni fa un infarto. Fino ad oggi queste notizie non erano a conoscenza dei miei cari e mi rammarica dirlo qui".
"Per quello che riguarda la detenzione in un carcere filippino evito anche di fare ogni commento lasciando a voi immaginare le condizioni. Nelle Filippine non ho mai fatto il turista, per potermi sostentare ho aperto un piccolo ristorante dove lavoravo dalla mattina presto fino a chiusura. Valentina non mi ha voluto mai abbandonare per l'amore che ci vogliamo e per la certezza della mia innocenza, essendo anche stata presente durante i fatti contestati in Italia. Stiamo insieme da dodici anni, molti dei quali passati fortunatamente costantemente accanto grazie anche a questa fuga".
"Prima e dopo il 2006 - conclide Piccolo - ho vissuto a contatto con centinaia di persone che hanno visto in me sempre una persona educata gentile e corretta molto diversa da quella che qualcuno si ostina a voler dipingere e che esiste solo nella fantasia di qualcuno. Fantasia che spinge adesso anche a voler far credere che una madre che sente e sostiene moralmente la figlia fa qualcosa di sbagliato."
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