Sicurezza
Aziende, danni per un milione «Documentate anche le crepe»
PRATO. Il giorno dopo la tempesta di vento inizia la conta dei danni. «Il numero consistente di quanti faranno presente i danni arriverà da lunedì» assicura Michele Vuolato responsabile del settore...
PRATO. Il giorno dopo la tempesta di vento inizia la conta dei danni. «Il numero consistente di quanti faranno presente i danni arriverà da lunedì» assicura Michele Vuolato responsabile del settore costruzioni della Confartigianato di Prato. Intanto, fino al pomeriggio di venerdì le telefonate in totale ai vari referenti territoriali dei Comuni del comprensorio sono state centinaia. «La maggior parte di segnalazioni parla di tetti scoperchiati – spiega Vuolato – ma anche di pannelli fotovoltaici che non hanno retto all’impeto del vento. E poi il crollo degli alberi, alcuni dei quali si sono abbattuti sui mezzi o sui macchinari delle ditte mentre altri si sono adagiati nei piazzali delle fabbriche tranciando i cavi elettrici, con la conseguenza che l’attività è al momento sospesa». Il primo consiglio che Vuolato dà alle ditte è quello di documentare tutti i danni riportati, anche i più piccoli come una crepa che può apparire di poca importanza. «Una tegola caduta è evidente all’occhio di tutti – spiega - ma l’immobile potrebbe aver riportato danni strutturali. Ecco allora che nelle segnalazioni è bene riportare tutto. Scattare foto e consegnare il materiale allegando tutti i documenti in possesso come gli eventuali verbali delle autorità che hanno fatto un sopralluogo. Chiedere la presenza di un tecnico per la stima dei danneggiamenti e contattare l’assicurazione. Inoltre ripristinare eventuali danni che potrebbero essere pericolosi per terze persone. Più si documenta è meglio è, questo per la sicurezza di quando si torna a lavorare, perché la sicurezza sul luogo di lavoro vuole dire la continuità del lavoro stesso. Noi di Confartigianato – prosegue Vuolato – siamo a sostegno delle imprese danneggiate e se le stesse si rimettono in sesto come si deve questo vuole dire un’attività produttiva più lunga». Vuolato spiega come dalla Confartigianato vorrebbero avere una raccolta dati per l’oggettività del danno,«perché – dice – si sta parlando di sostenere l’economia di un intero distretto». Anche all’Unione industriale pratese sono arrivate comunicazioni di danni. «Si registrano danneggiamenti alle strutture produttive anche molto consistenti – dicono dall’ente – Non tutti al momento sono in grado di quantificare l’entità dei costi necessari per ripristinare coperture, infissi, impianti fotovoltaici, talvolta anche pareti. Con queste cautele l’entità dei danni segnalati all’Unione è dell’ordine di un milione di euro, a cui vanno aggiunte le penalizzazioni subite da molte aziende a seguito della sospensione dell’energia elettrica».
Azelio Biagioni
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