Il Tirreno

Prato

Tetti scoperchiati e auto distrutte

di Ilenia Reali
Tetti scoperchiati e auto distrutte

Raffiche a 80 chilometri hanno spazzato via le coperture di case e fabbriche Danni enormi ovunque. Il Comune ha chiesto lo stato di emergenza

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PRATO. Prato si è svegliata, più volte, in mezzo alla notte di ieri col vento che spazzava alberi e tetti. Otto ore in cui la provincia è stata tenuta in pugno dal grecale che al Giogo, a Firenzuola, ha raggiunto i 186 chilometri orari e che in città si è insinuato tra le case, nei giardini e nelle strade con raffiche che hanno raggiunto gli 80 chilometri orari. Era dal 2004 che il vento non teneva in scacco la pur ventosa Prato che la luce del mattino ha trovato lacerata, anche nella sua storia. Per fortuna non ci sono stati feriti ma paura e preoccupazione non sono mancate e nemmeno i danni. In alcuni casi non quantificabili. Circa 30 metri di antiche mura sono crollati vicino a Porta San Leone, nelle vicinanze del vecchio ospedale. Un chilometro quadrato dove si sono registrati i danni peggiori con il crollo dell' ex fabbrica Lucchesi e la necessità di chiudere la strada che porta al centro sanitario Giovannini.

Il sindaco e presidente della Provincia Matteo Biffoni ha chiesto lo stato di emergenza.

Erano le 7,20 di ieri quando Provincia e Comune hanno deciso di firmare un’ordinanza per chiudere le scuole di ogni ordine e grado a causa dei forti danni già subiti dalle strutture a partire dal Dagomari dove il vento aveva scoperchiato il tetto. Una decisione che è stata poi rafforzata nel corso della mattina decidendo di prorogare la chiusura a oggi e a sabato. Al Dagomari dove controlli sono in corso sicuramente, visti i danni ingenti, non si potrà tornare a scuola neppure lunedì. Negli istituti di via Reggiana i danni sono infatti ingentissimi. Anche gli impianti sportivi sono stati tra le strutture più danneggiate: la copertura pressostatica della piscina di via Roma è crollata e per tutta la giornata di ieri sono state interrotte le attività sportive in ogni edificio pubblico per consentire la valutazione del rischio degli edifici. Decine di tetti di case e di fabbriche sono stati interamente divelti (in particolar modo quelli con i pannelli fotovoltaici). La vera tragedia sono stati però gli alberi crollati, praticamente ovunque a decine: la viabilità è andata in tilt con numerose strade non più percorribili. La Declassata è rimasta chiusa per ore in direzione Prato dal casello di Prato Est al Pecci. Il traffico in uscita è stato quindi dirottato in viale Marconi ma anche qui si è potuto viaggiare finché alberi sono caduti in viale Montegrappa ostruendo parzialmente la carreggiata.

Alberi caduti sulle strade ma anche sulle case, nelle piazze, su decine di auto parcheggiate.

Alle 12 di ieri nella sala della protezione civile erano arrivate oltre 500 chiamate, alla polizia municipale oltre 300 per richieste complessive di 400 interventi. Danni enormi anche alle linee elettriche tanto che per molte ore in diverse zone di Prato si è rimasti senza corrente elettrica. In via Bigoli, a Iolo, dalle 6 della mattina di ieri i residenti sono rimasti senza acqua calda e riscaldamento.

Il pericolo non può dirsi esaurito neppure oggi. “Gli alberi sono indeboliti - ha spiegato uno dei responsabili della protezione civile - e anche se le raffiche di vento non raggiungessero più la velocità della notte di ieri, potrebbero verificarsi ulteriori crolli”. L’assessore Simone Faggi ha inoltre spiegato come la situazione sia molto grave anche al parco delle Cascine e in tutti i giardini pubblici della città mentre il collega Filippo Alessi ha evidenziato come, a emergenza terminata, sia necessario un aiuto all’Asm da parte dei residenti ripulendo davanti alle loro abitazioni. Le caditoie sono infatti piene di foglie e ciò potrebbe costituire un ulteriore pericolo in caso di pioggia. Un’emergenza a cui è stato possibile far fronte grazie all’impegno di decine di persone, dai vigili del fuoco agli agenti della Municipale passando per il personale delle forze dell’ordine, di Comune e Provincia della Prefettura ma anche dei tanti volontari che fin dalla notte hanno garantito la propria presenza.

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