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Prato

In piazza XX Settembre la strage degli storici pini

In piazza XX Settembre la strage degli storici pini

A Poggio a Caiano le scuole resteranno chiuse anche oggi per le verifiche Un paio di cipressi sono caduti nei cimiteri di Carmignano e Comeana

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POGGIO A CAIANO. Per consentire le opportune verifiche agli edifici in conseguenza del maltempo, le scuole di Poggio a Caiano di ogni ordine e grado resteranno chiuse anche oggi. La decisione è scaturita a seguito dei danni che ha portato con sé il forte vento iniziato già delle prime ore di ieri e che anche a Poggio a Caiano non ha risparmiato alberi, cartelli, edifici, auto. I punti più colpiti del Comune mediceo risultano essere sicuramente la centralissima piazza XX Settembre, dove il vento ha sradicato quasi tutti i pini che da sempre la caratterizzano, il Parco del Bargo ed il cimitero del capoluogo. Anche qui, infatti, per la caduta di ben quattro cipressi del viale l’amministrazione ha dovuto provvedere all’immediata chiusura della struttura, come del resto è avvenuto per diverse strade del territorio.

«La situazione del nostro comune è purtroppo grave – ha spiegato il primo cittadino Marco Martini – fortunatamente non ci sono stati danni a persone, cosa di primaria importanza, ma quelli che si sono registrati sono comunque di importante entità ed hanno riguardato sia le strutture pubbliche che private. In particolare la situazione è critica in piazza XX Settembre per la caduta dei pini». La viabilità è stata infatti interrotta e l’amministrazione si è messa al lavoro, in contatto con la Protezione Civile e con il grandissimo supporto dei volontari della Vab, per intervenire sia lì che in diversi altri punti del territorio comunale. «Due o tre degli alberi della piazza sono rimasti in piedi – precisa Martini – ma la loro pericolosità ci costringe ad abbattere anche quelli. Inoltre, gli addetti della Vab purtroppo non sono riusciti ad intervenire con il carrello sopraelevato per tagliare quello rimasto pericolante a causa del persistere delle raffiche di vento, così non sappiamo quando riusciremo a riaprire la strada regionale 66». Quella che si lasceranno alle spalle le fortissime raffiche di vento di questo 5 marzo da ricordare sarà quindi una piazza XX Settembre irriconoscibile senza tutti i suoi pini storici: «Già era previsto in bilancio un Concorso di idee per la riqualificazione della stessa – dice amareggiato il sindaco – le condizioni atmosferiche hanno anticipato i tempi, ma ne facevamo volentieri a meno. Anche il Parco del Bargo è stato chiuso a causa della caduta di diversi alberi». Situazione non migliore quella del cimitero comunale, dove lo spettacolo lasciato dal vento è a dir poco devastante. «Sono caduti ben quattro alti cipressi nel primo quadro – conclude Martini – siamo intervenuti con la cooperativa Samarcanda che gestisce il cimitero ma per la giornata del 5 marzo abbiamo dovuto mantenere il cimitero chiuso. Per poter valutare con attenzione la situazione delle scuole, allo stesso modo, abbiamo ritenuto di emettere l’ordinanza di chiusura anche per il 6 marzo. Il fatto che il vento non cessasse di soffiare ha reso impossibile fare per tempo i dovuti controlli agli edifici e soprattutto ai tetti». Carmignano. Due cipressi sono caduti a terra nei cimiteri di Carmignano e Comeana. Un altro paio di alberi almeno sono crollato in via Consuma e via Novelli, strade trafficate dai soli residenti in mezzo al bosco o alla campagna. Ma tutto sommato, visti i danni causati dalla furia del vento a Prato e nel resto della Toscana, nel più grande dei due comuni medicei possono tirare per il momento un sospiro di solievo. «Le strade principali sono tutto sgombre e nessun problema al traffico» incrocia le dita alle dieci e mezzo di mattina il vice sindaco di Carmignano Elisa Drovandi, anche se la giornata sarà lunga. Intanto le scuole ieri sono rimaste aperte e soprattutto non c’è stato nessun ferito.«Chiuderemo probabilmente temporaneamente anche i cimiteri di Carmignano e Comeana – dice Drovandi – ma solo per permettere agli operai di lavorare più tranquillamente per tagliare e rimuovere gli alberi caduti».

Giulia Catarzi

Walter Fortini

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