Il Tirreno

Prato

Assolta in appello l'ostetrica dei parti difficili

Il bambino porta ancora i segni di un'emorragia cerebrale e i genitori avevano presentato un esposto. Ribaltata la sentenza di condanna di primo grado

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PRATO. La terza sezione della Corte d'appello di Firenze ha assolto la dottoressa Lucia Golin, ostetrica all'ospedale di Prato, dall'accusa di lesioni colpose gravi in relazione alla nascita di un bambino, nel giugno del 2009, che poi presentò i segni di un'emorragia cerebrale. Lucia Golin era stata condannata in primo grado, ma il verdetto è stato ribaltato in appello "perché il fatto non costituisce reato". I giudici hanno ritenuto dunque che la dottoressa non ebbe alcuna colpa per le lesioni che hanno costretto il bambino su una sedia a rotelle. A denunciare l'ostetrica furono i genitori, una coppia di Vaiano assistita da Michela Galardini, che sostennero che durante il parto venne usata la tecnica della ventosa (vacuum extractor) che secondo i loro periti avrebbe provocato le lesioni. Di tutt'altro avviso il difensore dell'imputata, Manuele Ciappi, la cui tesi infine ha prevalso. L'avvocato Ciappi descrive la sua assistita come l'ostetrica dei parti difficili, una dottoresa con grande esperienza che viene chiamata di solito quando insorgono complicazioni durante il travaglio. Ora se i genitori lo vorranno potranno agire in sede civile nei confronti dell'Asl.

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