Sicurezza
Appello ai fedeli: "Un'offerta per le telecamere in Duomo"
La cattedrale di Prato ha bisogno di protezione. Il parroco: "Servono 40mila euro per potenziare la video-sorveglianza". La richiesta in una lettera consegnata durante la benedizione delle famiglie
PRATO. In cotta e stola, li vediamo in questi giorni suonare ai campanelli delle case dei pratesi: due chiacchiere con i fedeli, una preghiera e l’aspersione dell’acqua santa, come vuole il rito della benedizione pasquale. Vuole anche che, liberamente, si pensi a un’offerta per la parrocchia, racchiusa in una “busta” e affidata al buon cuore (e al portafoglio) dei credenti. Nel caso della parrocchia della cattedrale, la causa è fondamentale: servono circa 40mila per completare l’impianto di video-sorveglianza di cui il Duomo si dotò a fine 2013, per proteggere e mettere in sicurezza il monumento più caro ai pratesi.
E una mano, appunto, viene chiesta ai parrocchiani: così quest’anno, fra le righe della tradizionale lettera inviata alle famiglie per la benedizione di Pasqua, un migliaio quelli che fanno capo alla cattedrale di Santo Stefano guidata dal canonico Emilio Riva, si fa presente che "il Duomo ha continuamente bisogno di essere custodito da persone e conservato nella sua bellezza con lavori ordinari e straordinari" e che "l’ultimo intervento ha riguardato l’ampliamento del sistema di allarme con telecamere di sorveglianza". Firmato: don Emilio Riva, parroco del Duomo, e il suo collaboratore don Nicasio Kongeniseni.
In cattedrale non ci si fa tante illusioni ben sapendo come negli ultimi anni la crisi abbia tagliato le offerte in chiesa, anche perché un buon 40% dei fedeli di questa zona del centro è costituita da famiglie straniere appartenenti ad altre confessioni. Intanto ci si appella alla generosità dei fedeli. Ancora fresca è la ferita del raid del gennaio di un anno fa, quando un vandalo cercò di colpire a martellate il pulpito interno del Rossellino.
"Fu rintracciato dalle forze dell’ordine grazie alle telecamere installate qualche giorno prima – ricorda don Riva - Ora l’intervento che vorremmo sostenere e per il quale abbiamo chiesto un preventivo a una ditta specializzata prevede che le telecamere vengano orientate in modo da avere una visuale migliore della navata centrale. Non vogliamo certo controllare le persone che vengono alla Santa Messa, lo facciamo per una questione di sicurezza e prevenzione".
E si sa quanto ce ne sia bisogno in quella zona, nel triangolo dello spaccio tra piazza Lippi e via Pier Cironi. Va ora perfezionato il sistema di videosorveglianza affidato ai 14 occhi elettronici che, dalla sacrestia, fotografano chi entra e chi esce dalla cattedrale. "Le spese da sostenere sono tante - aggiunge il parroco - compresa la pulizia del pavimento in alberese e serpentino verde che ha bisogno di un trattamento particolare". Il giro delle benedizioni è iniziato il 23 febbraio in via Santa Margherita per terminare il prossimo 19 marzo in piazza Duomo. Visitare tutte le abitazioni in tempo di Quaresima, portare loro un annuncio evangelico, non è facile e non di rado i parroci trovano la porta chiusa.
"Alla nostra parrocchia appartengono diverse famiglie di altre fedi religiose con le quali però di tanto in tanto capita di recitare il Padre Nostro in occasione della visita pasquale. In generale, per effetto della crisi ci si pensa due volte prima di lasciare un’offerta per la benedizione pasquale: magari chi dava prima 5 euro, ora lascia solo 1 euro". Ma quel che conta è il gesto. E il fine, in questo caso, è la sicurezza di un bene simbolo di Prato, per la sua bellezza artistica e architettonica. "Il Duomo – conclude don Riva - appartiene a tutti i pratesi".
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