La manifestazione
La Roncioniana finalmente riscaldata e bene illuminata
Conclusi i lavori grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. Il prossimo intervento riguarda l'adeguamento dell'impianto antincendio
PRATO. Piange il piatto delle biblioteche private, e quello della “Roncioniana” non fa eccezione: al suo capezzale, per fortuna, è accorsa ultimamente la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato con un sostanzioso contributo (80mila euro) che ha permesso di adeguare gli impianti di illuminazione e del riscaldamento. Così ora nella biblioteca più antica della città non si studia più al freddo e al gelo mentre gli affreschi della bella volta a crociera ritrovano nuova luce: una bella notizia per gli oltre 6mila utenti (soprattutto ricercatori e appassionati di storia) che ogni anno frequentano i prestigiosi spazi di piazza san Francesco, scrigno di rara bellezza con un patrimonio librario composto da quasi 60mila volumi (soprattutto di storia locale) e preziose raccolte di manoscritti.
Agli 80mila euro della Fondazione Cassa di Risparmio si aggiungono altri 12mila euro della Fondazione Eredità Marco Roncioni che amministra la biblioteca provvedendo alle sue spese di mantenimento. Le due Fondazioni, in sostanza, si sono frugate in tasca per rendere dignità alla biblioteca lasciata in eredità nel ‘700 dal nobile Marco Roncioni, custode di fondi librari d’interesse per tanti storici come l’archivio Guasti.
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«Se non fosse stato per il prezioso aiuto della Fondazione Cassa di Risparmio – fa notare l’avvocato Mauro Giovannelli, presidente del consiglio dei seniori (è il soggetto che regge biblioteca, anticamente composto dai rappresentanti di sei famiglie nobili pratesi) - non avremmo potuto realizzare questi lavori: quello della Fondazione è un supporto fondamentale per realtà come la nostra che non ricevono aiuti pubblici a parte un contributo del Comune per la gestione ordinaria».
Non finisce qui. Per la biblioteca s’impone ora la necessità di una messa a norma dell’impianto antincendio secondo gli ultimi standard di sicurezza e prevenzione. Anche in questo caso, si spera di fare affidamento sugli aiuti della Fondazione bancaria cittadina a fronte di una spesa di 450mila euro da suddividere in tre tranche annuali.
Stuoli di studiosi trovano alla “Roncioniana” materiali preziosi per le loro ricerche. Una biblioteca privata depositaria della storia con la “S” maiuscola che si è ritagliata una credibilità negli ambienti della ricerca, strizzando l’occhio alla modernità grazie all’informatizzazione dei cataloghi.
«Ci contattano dall’estero per i nostri materiali - racconta il bibliotecario don Marco Natali che, per lo statuto della Fondazione degli eredi di Marco Roncioni, deve essere un sacerdote del clero pratese -. Abbiamo in programma iniziative per rafforzare il legame della “Roncioniana” con la città, come piccole mostre e giornate di studio su argomenti di storia».
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