Attenzione
C’è chi va in biblioteca per “bucarsi"
Protestano i giovani frequentatori. L’assessore: «Già aumentata la sorveglianza»
PRATO. La biblioteca Lazzerini non è percepita dai ragazzi che la frequentano, come un luogo sicuro: negli ultimi 12 mesi i furti sono aumentati, ma anche la presenza di tossicodipendenti che usano i bagni per bucarsi. «Un mese fa – racconta Federico Franchi – ho trovato nel bagno un ragazzo con l'ago infilato nel braccio, una mia amica dopo qualche giorno ha visto la stessa scena nella toilette delle donne. Sicuramente nell'ultimo anno la situazione è peggiorata, ma c'è una spiegazione logica: lo spaccio avviene fuori dalla biblioteca e quindi il posto più vicino dove iniettarsi la dose è la Lazzerini, oppure il parcheggio di via Pomeria, quello dove c'è il fontanello dell' acqua. Le siringhe abbandonate lì, sono all' ordine del giorno».
Non solo droghe pesanti, ma pure quelle leggere. «Tante volte – racconta Giulia Orlandi – ho visto girare spinelli e gente che fumava tranquillamente nel piazzale della biblioteca. Non è certo una novità».
Anche i furti sono in aumento. «Ho assistito personalmente a uno scippo di una borsa nell'atrio – ricorda Eralda Muca - una ragazza aveva lasciato incustodita la borsa e subito un uomo si è avvicinato e ha preso la borsetta. Tutto è avvenuto velocemente».
Furti anche di cellulari e di biciclette. «Ormai ho deciso di venire a piedi dopo che me ne avevano rubate tre – racconta Marco De Stefano – per fortuna non ho subito altri furti».
La percezione di un pericolo è comunque diffusa. «Basta aprire gli occhi – spiega Niccolò Fagni – per rendersi conto che da queste parti gira gente strana. Del resto una volta al mese arriva l'ambulanza». Una parte della biblioteca, secondo Alessandro Marzocco, è più vulnerabile.
«Le sale con due entrate sono le preferite dai ladri; entri da una parte, rubi ed esci dall'altra senza che nessuno se ne accorga. Credo che ormai in molti abbiano anche rinunciato a fare la denuncia alle forze dell' ordine». Filippo Cartei , invece propone una soluzione. «Non potendo interdire l'accesso, visto che è un servizio pubblico, si potrebbe organizzare un' attività di vigilanza. E' anche vero che ci sono cartelli ovunque in cui si ricorda di non lasciare incustoditi gli oggetti di valore e il personale te lo ricorda continuamente». All' ingresso della biblioteca sono a disposizione anche trecento armadietti, ma in pochi li utilizzano. «Dobbiamo distinguere fra percezione e situazione reale – spiega il direttore Franco Neri – in realtà ogni giorno abbiamo una frequenza di circa 2.200 ingressi e in percentuale i furti sono pochi. Comunque , in accordo con l'amministrazione, abbiamo intensificato i controlli, abbiamo anche impedito a due persone di accedere all' edificio proprio a causa del loro comportamento. Abbiamo chiuso il bagno dei disabili per evitare che venga utilizzato per usi impropri. La chiave viene rilasciato soltanto su consegna di un documento di identità».
Una politica di maggiori controlli è stata confermata anche dall'assessore alla cultura Simone Mangani. «In accordo con il direttore e il capo della polizia municipale abbiamo intensificato la presenza di agenti, anche in borghese, inoltre stiamo pensando di estendere la convenzione fatta con le associazioni di volontariato anche alla Lazzerini. Tra un paio di mese faremo una verifica sul lavoro fatto dalle forze messe in campo». Gli utenti della biblioteca lamentano anche la presenza di senza fissa dimora che utilizzano la struttura come se fosse casa loro. «Sono poche persone – minimizza Neri – stiamo cercando di insegnare loro ad utilizzare i servizi della biblioteca in modo da limitare nel tempo la loro presenza: si può vedere un film soltanto al giorno».
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