Il Tirreno

Prato

Favori al latitante, indagata anche la figlia della consigliera

di Paolo Nencioni
Roberta Lombardi, a destra, durante un dibattito in consiglio sulla pista di Peretola
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Roberta Lombardi, a destra, durante un dibattito in consiglio sulla pista di Peretola

Prato, i particolari dell'inchiesta che coinvolge Roberta Lombardi (Pd): la Procura sospetta che abbia agevolato la permanenza all'estero di Domenico Piccolo, condannato per violenza sessuale su due bambine

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PRATO. Anche la figlia della consigliera comunale del Pd Roberta Lombardi, Valentina Paoli, è indagata per aver favorito la latitanza di Domenico Piccolo, l'ex allenatore della squadra di pallavolo di Vaiano fuggito nelle Filippine prima che diventasse definitiva la condanna a sei anni e sei mesi di reclusione per violenza sessuale nei confronti di due sue allieve che all'epoca dei fatti, nel 2005, avevano dieci anni. Valentina Paoli è la compagna di Piccolo e vive con lui nelle Filippine già da qualche anno. Nell'inchiesta condotta dal sostituto procuratore Lorenzo Gestri sarebbe indagato almeno un terzo soggetto, di cui non si conosce l'identità.

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La perquisizione compiuta martedì 3 marzo dagli uomini della squadra mobile nell'abitazione pratese della consigliera, avrebbe trovato alcuni riscontri all'ipotesi investigativa. Tecnicamente l'accusa contestata alla consigliera del Pd è "procurata inosservanza della pena", punita dall'articolo 390 del Codice penale con la reclusione da tre mesi a cinque anni. Si applica a chi materialmente aiuta un condannato in via definitiva a eludere la giustizia. L'ipotesi è che la consigliera Lombardi abbia inviato dei soldi alla figlia nelle Filippine, ma potrebbero esserle contestati anche altri comportamenti.

La sentenza di condanna della Cassazione nei confronti di Domenico Piccolo risale al 2011, ma prima del pronunciamento della suprema corte l'ex allenatore decise di lasciare l'Italia. In quel periodo era in possesso del passaporto, non rilasciato dalla Questura di Prato, e potè espatriare senza nessun problema. Non sempre il passaporto viene tolto a chi è condannato in appello, se non ci sono elementi che possano far pensare alla volontà di fuggire. Per l'estradizione dell'arrestato dalle Filippine si prevedono tempi relativamente brevi.

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La posizione della consigliera Lombardi è particolarmente delicata, in ragione del suo incarico. E' infatti pacifico che il procedimento che la vede indagata non ha a che fare con la sua attività politica, ma può creare un certo imbarazzo il fatto che la consigliera, oltre a essere un'insegnante della scuola primaria, faccia anche parte del Gruppo Scuola del Pd provinciale, cioè si occupi per lavoro e per politica di bambini che hanno l'età delle due piccole allieve dell'ex allenatore di pallavolo che la sentenza definitiva voleva tutelare e alla quale il condannato si è sottratto.

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