Il Tirreno

Prato

C’è chi va in biblioteca per “bucarsi”

C’è chi va in biblioteca per “bucarsi”

Protestano i giovani frequentatori. L’assessore: «Aumentata la sorveglianza»

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Riscalda la droga, la mette nella siringa e se la inietta sotto lo sguardo dei pendolari. Una scena usuale alla Stazione del Serraglio, il pomeriggio intorno alle 18.

Spessissimo, racconta chi frequenta la stazione, un gruppo di tossicodipendenti sale al binario ed entra nella pensilina utilizzata dai viaggiatori come sala d’aspetto. Il punto di incontro è nella parte adiacente alle macchinette delle bibite. Chi arriva di solito cerca sopra le macchine, dietro. A volte tirano fuori involucri di carta stagnola, altre volte accendini o cucchiai. A quel punto inizia la preparazione della dose che viene messa nella siringa. C’è chi si inietta la droga direttamente sulla mano e chi invece sale sul treno, va nel bagno dello scompartimento, si droga e poi scende a Prato Centrale. E tutto questo avviene in mezzo a decine di persone. Ormai abituate a vedere queste scene.

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