Il Tirreno

Prato

Pagni e Solenghi straordinaria coppia nel "Tartufo" di Moliere

Azelio Biagioni
Eros Pagni e Tullio Solenghi ne "Il Tartufo" (foto Ansaldi)
◗
Eros Pagni e Tullio Solenghi ne "Il Tartufo" (foto Ansaldi)

Lo spettacolo va in scena al teatro Metastaio di Prato da martedì 3 a domenica 8. Regia di Marco Sciaccaluga

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. “Un capolavoro della drammaturgia”. Così Eros Pagni definisce “Il Tartufo” di Moliere, la commedia che, insieme a Tullio Solenghi, porterà in scena da martedì 3 fino domenica 8 marzo al Metastasio di Prato. Lo spettacolo, prodotto dal teatro stabile di Genova, vede la regia di Marco Sciaccaluga. “E’ la prima volta che vesto i panni di Orgone - racconta Pagni - ho già avuto modo di portare in scena Il Tartufo ma mai con questo personaggio, che fu quello a cui dette corpo lo stesso autore. E che è il vero protagonista. Orgone – prosegue Eros Pagni – vive una sudditanza psicologica, vede in Tartufo la soluzione dei suoi problemi, mentre invece così facendo sta distruggendo la sua famiglia”. In scena ci sono in tutto tredici attori.

La commedia sta ricevendo critiche positive per uno spettacolo dove nulla è lasciato al caso. “Gli altri attori sono quasi tutti allievi dello stabile di Genova – precisa Eros Pagni – che hanno alle spalle un grosso bagaglio culturale e da diversi anni si dedicano al teatro. Chi ha scritto che nulla è lasciato al caso ha scritto la verità dato che ogni parola del testo ha un valore notevole e va valorizzata”. Definisce Prato una piazza felice dove ci viene da 56 anni. “Ricordo i tempi al Met con Montalvo Casini – dice l’attore - quando venivo con lo Stabile di Genova con più lavori. Prato era una delle tappe fisse in calendario per le nostre tournée e ogni volta gli applausi del pubblico hanno suggellato il nostro successo. Ho un bel rapporto con la città e ci vengo sempre molto volentieri”.

Tullio Solenghi, l’altro protagonista, sul palco è Tartufo. “Che arriva in scena solo dopo un’ora – racconta l’attore – Ma Moliere fa parlare di lui gli altri personaggi che quando Tartufo arriva gli regala un’entrata trionfale. Il testo racconta la quinta essenza dell’ipocrisia. Tartufo, falso devoto raccattato sui gradini di una chiesa dal ricco borghese Orgone, diventa quasi un demone e plagia Orgone al quale sottrae tutto dagli averi alla moglie”. Tartufo fu scritto nel 1664 e dopo sei repliche lo spettacolo venne proibito e Moliere fu costretto a rivedere il finale in seguito all’intervento di Luigi XIV.

“I nobili e la Chiesa del tempo – spiega Solenghi – si riconoscevano in Tartufo ma non volevano ammetterlo. Così Moliere fu costretto a rivedere il finale dell’opera e a far trionfare la giustiza. Va però detto – sottolinea Solenghi – che nella vita fuori dal teatro sono tanti i Tartufi che, ancora oggi, trionfano per la loro condotta poco esemplare. I teatri che per ora abbiamo toccato con la nostra tournèe ci hanno riservato un’accoglienza meravigliosa: lo spettacolo piace; è una commedia dai risvolti amari ma dove prima di tutto il pubblico si diverte”.

Già nella scorsa stagione Solenghi e Pagni calcarono insieme le tavole del Met con “I ragazzi irresistibili”. “Siamo una coppia giovane, non tanto per l’età anagrafica – ride Solenghi – che artisticamente è nata un anno e mezzo fa. Ci troviamo bene sul palco e siamo molto affiatati”. Anche Solenghi racconta il rapporto speciale che ha con la città e ricorda le volte di quando, attore in erba, veniva al Met. “Erano gli anni Settanta – dice l’artista genovese – e ho nitido il ricordo di quando al Met recitavo con pochissime battute al fianco della grande Lilla Brignone. O quando tornai poco dopo con ‘Madre courage’ con Lina Volonghi”. Infine, rammenta quando fu lui a presentare la serata inaugurale della riapertura del Politeama.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web