La manifestazione
«I giovani continuino a uscire»
Per l’assessore alle Politiche giovanili Mangani «occupare gli spazi significa produrre sicurezza»
PRATO. Dunque, assessore davvero i ragazzi di venti anni è meglio che la sera del sabato stiano a casa, come suggerisce Andrea, per evitare problemi?
«Assolutamente no - afferma Simone Mangani, assessore alle Politiche giovanili e alla cultura - i giovani devono continuare a uscire la sera e non solo il sabato perché è il modo migliore per garantire la sicurezza dei luoghi. Sono vicino ad Andrea e comprendo il suo disagio ma stiamo vivendo una fase paradossale: il centro storico, e non solo il fine settimane, è molto più vissuto di una ventina di anni fa quando io avevano, appunto, i miei vent’anni e di certo il sabato sera non pensavo di starmene a Prato e come me facevano tutti gli altri ragazzi. Il centro oggi è molto più vissuto rispetto a ieri e i problemi di sicurezza sono aumentati in maniera proporzionale».
Bè può dare qualche consiglio a questi ragazzi...
«Posso dire cosa questa amministrazione stia facendo per garantire il massimo di sicurezza possibile per le competenza che ha: una politica piuttosto intensa di occupazione degli spazi difficili. Mi riferisco, per esempio, all’apertura di uffici, come per esempio il punto Estra, in via San Giorgio, al progetto di aprirne altri, all’idea che verrà concretizzata a breve, di realizzare un campo di basket al Serraglio. Vivere il centro e non solo quello, è il miglior deterrente agli episodi di microcriminalità. Tanto più perché nel centro di Prato in questi ultimi anni hanno aperto numerosissimi locali che fanno cultura piuttosto che intrattenimento e questo è un segnale positivo: Prato è vivace ed è vitale».
Assessore ci sono locali che lei giudica più sicuri rispetto ad altri ?
«Non parlerei davvero di locali più o meno sicuri nè di necessità di militarizzare una zona di Prato piuttosto che un’altra. Questo sì sarebbe un errore. La questione non si pone in termini di controllo del territorio che non spetta al Comune fare ma semmai di occupazione di zone con attività che attraggano persone ed è quello che l’amministrazione comunale si forza di fare. Va proprio in questa direzione un nuovo utilizzo di Officina Giovani, in piazza dei Macelli: stiamo per pubblicare un bando con il quale mettiamo in concessione le serate dal venerdì alla domenica in Officina. Chi si assumerà la concessione potrà fare una programmazione ulteriore rispetto a quella già esistente».
L’invito, quindi, e in particolare ai giovani è di continuare a frequentare il centro, nonostante tutto?
«L’invito è di uscire, di frequentare locali, di partecipare alla vita della città con la certezza che l’amministrazione comunale continuerà a fare tutto il possibile nell’ambito della sicurezza e con sforzi tangibili. Mi rendo conto che quella attuale è una fase più complessa da gestire rispetto solo a qualche anno fa, perché appunto, la città nel suo complesso è più attrattiva e le persone che ci abitano non cercano svago fuori dai confini. Ma è altrettanto vero che di sicuro non rimpiango quel deserto che era Prato venti anni fa e spero che tanti la pensino come me».
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