Sicurezza
Immobile già sequestrato Lorenzini: «Siamo soli»
La municipale di Montemurlo aveva già effettuato due controlli nella ditta Il sindaco: «L’attenzione è solo su Prato ma qui ci sono insediamenti a rischio»
MONTEMURLO. Non sono ancora chiari i motivi che hanno innescato l'incendio che la scorsa notte ha devastato il primo piano di un capannone industriale in via Ombrone, a Oste, gestito da cinesi che producevano divani e poltrone.
Sull'immobile pesa adesso il sequestro probatorio necessario per definire le cause e le eventuali responsabilità su indagini dei vigili del fuoco e dei carabinieri.
Una situazione controversa quella che grava sul capannone, più volte messo sotto sequestro negli anni scorsi a causa di irregolarità.
La polizia municipale era già intervenuta due volte, a giugno e a ottobre del 2013, per le verifiche e i controlli di routine: in un caso tutto l'immobile era stato sequestrato, in un altro solamente una parte.
Un terzo controllo era già in programma. Lo dice il sindaco Mauro Lorenzini che spiega come «l'indirizzo di quell'azienda di divani fosse già in mano alla squadra interforze».
Dopo il sequestro gli interventi sull'immobile avevano rimosso le criticità e le irregolarità e avevano permesso di riprendere il lavoro, ma con una nuova gestione, quella appunto dedicata alla fabbricazione di tappezzeria per divani e poltrone.
Sono ancora in atto le verifiche per stabilire se l'attività fosse in regola in meno.
Lo stesso sindaco Lorenzini, con preoccupazione, punta l'attenzione su quanto sta accadendo su un territorio, che deve fare i conti con un aumento esponenziale di aperture di aziende cinesi.
«La Camera di Commercio - spiega il sindaco Lorenzini - ci invia l'elenco delle aziende che si insediano nel nostro territorio e i nostri agenti della polizia municipale fanno dei pre-controlli. Su dieci verifiche in cinque casi si trovano realtà molto diverse da quelle dichiarate. Noi però, da soli, non possiamo fare di più e la situazione sta diventando insostenibile».
Il sindaco di Montemurlo chiederà alla Prefettura e alla Regione che si spostino a Montemurlo un po' di quei controlli che vengono fatti a Prato.
«Lo sforzo è concentrato sul comune capoluogo - commenta - e su di noi l'attenzione è troppo bassa. Qui vengono fatti due controlli interforze al mese e sono oggettivamente troppo pochi. Non sono sufficienti - conclude Lorenzini - a fermare questa sacca di illegalità che si sta insediando nella nostra zona».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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