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Prato

Asl pronta ma per far partire la procedura serve l’ok del titolare

Le tre famiglie italiane e la famiglia cinese evacuate dalla palazzina attigua al capannone andato a fuoco in via Ombrone a Oste, dovranno restare fuori di casa da un paio fino a una dozzina di...

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Le tre famiglie italiane e la famiglia cinese evacuate dalla palazzina attigua al capannone andato a fuoco in via Ombrone a Oste, dovranno restare fuori di casa da un paio fino a una dozzina di giorni. «In tutti i casi - afferma Luigi Ricci, dirigente del dipartimento di igiene pubblica dell’Asl 4 - faremo il prima possibile. Ma bisogna aver la certezza che le persone non entrino in contatto con i frammenti di amianto». La copertura del capannone in cemento- amianto è andata a fuoco: «Le particelle di amianto - spiega Ricci - si sono certamente liberate nell’aria. Quindi è stato molto importante allontanare le persone». La vaporizzazione dell’acqua, usata dai vigili del fuoco per spegnere l’incendio, è servita anche a far precipitare al suolo i frammenti tossici «che però - prosegue Ricci - ora devono essere o coperti o rimossi». Questa mattina Asl e vigili del fuoco faranno un altro sopralluogo per decidere il da farsi. E’ comunque necessario che il proprietario dell’immobile o il gestore dell’attività avviino la procedura di bonifica del sito che deve essere delegata a una ditta specializzata (esistono albi appositi) in grado di provvedere anche al successivo smaltimento. «Nel caso di ritardi nell’avvio - prosegue Ricci - è il Comune che può dare l’ordine di messa in sicurezza». In casi di urgenza, come l’attuale, è il sindaco, in qualità di tutore della salute pubblica, a poter emettere un’ordinanza con la quale avviare la bonifica. In questo caso, però, i tempi potrebbero essere un po’ più lunghi. (c.o.)

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