Sicurezza
Famiglie fuori di casa da due a dodici giorni
Rischio amianto, Asl e vigili del fuoco faranno un ulteriore sopralluogo in via Ombrone ma per far partire le procedure di bonifica c'è bisogno del via libera del proprietario dell'immobile o del gestore
PRATO. Le tre famiglie italiane e la famiglia cinese evacuate dalla palazzina attigua al capannone andato a fuoco in via Ombrone a Oste, dovranno restare fuori di casa da un paio fino a una dozzina di giorni. «In tutti i casi - afferma Luigi Ricci, dirigente del dipartimento di Igiene pubblica dell’Asl 4 - faremo il prima possibile. Ma bisogna aver la certezza che le persone non entrino in contatto con i frammenti di amianto».
La copertura del capannone in cemento-amianto è andata a fuoco: «Le particelle di amianto - spiega Ricci - si sono certamente liberate nell’aria. Quindi è stato molto importante allontanare le persone». La vaporizzazione dell’acqua, usata dai vigili del fuoco per spegnere l’incendio, è servita anche a far precipitare al suolo i frammenti tossici «che però - prosegue Ricci - ora devono essere o coperti o rimossi».
Domani mattina, lunedì 2 marzo, Asl e vigili del fuoco faranno un ulteriore sopralluogo per decidere il da farsi. E’ comunque necessario che il proprietario dell’immobile o il gestore dell’attività avviino la procedura di bonifica del sito che deve essere delegata a una ditta specializzata (esistono albi appositi) in grado di provvedere anche al successivo smaltimento.
«Nel caso di ritardi nell’avvio della procedura - prosegue Ricci - è il Comune che può dare l’ordine di messa in sicurezza». In casi di urgenza, come l’attuale, è il sindaco, in qualità di tutore della salute pubblica, a poter emettere un’ordinanza con la quale avviare la bonifica. In questo caso, però, i tempi potrebbero essere un po’ più lunghi.
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