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Braganti: Cgil attacca, Fedir difende

Scontro tra sindacati per il medico condannato dalla Corte dei Conti

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PRATO. Non è proprio piaciuta alla Cgil la dichiazione del direttore amministrativo dell'Asl Massimo Braganti che, rispondendo a un articolo del Tirreno, ha parlato di un dirigente dell'Asl di Pistoia, condannato dalla Corte dei conti, ma ugualmente incaricato di tenere un corso sui contratti di lavoro a Prato. Sotto accusa, in particolare, il passaggio dove Braganti, giustificando la scelta, ritiene meno grave la condanna in primo grado della Corte dei conti all'inchiesta di qualche anno fa dove 102 dipendenti furono accusati di scambiare i cartellini per assentarsi al lavoro, poi quasi tutti prosciolti.

«Abbiamo appreso con vera sorpresa - scrive Giovanni Iorio, segretario della Funzione pubblica Cgil - che il direttore amministrativo Braganti ritiene più grave il comportamento dei dipendenti nella vicenda dei cartellini all’ospedale Misericordia e Dolce piuttosto che quella di un dirigente condannato per accertata responsabilità erariale per questioni legate ad attività compiute per il suo ufficio. E’ assolutamente incredibile - prosegue - come un dirigente pubblico possa ritenere più grave una vicenda nella quale 97 dipendenti su 102 sono stati prosciolti senza nemmeno subire un processo, rispetto ad un dirigente che in ragione del suo ruolo pubblico è stato ritenuto responsabile di un grave danno alla collettività». «E tutto questo - aggiunge Iorio - per non ammettere, eventualmente, una qualche leggerezza in occasione di un conferimento di incarico per un corso come quello sull’anti-corruzione. Evidentemente - conclude Iorio - esiste un problema di adeguatezza al ruolo di taluni dirigenti, che inevitabilmente poi si ripercuote in modo negativo sul funzionamento complessivo dell’intera macchina sanitaria pratese».

Una difesa del medico Asl messo sotto inchiesta dalla Corte dei Conti e di Braganti viene da Antonio Travia, segretario Fedir Sanità, sindacato della dirigenza tecnica e amministrativa, secondo il quale : «Ha pienamente ragione il direttore amministrativo della Asl 4 Braganti, che continua a nutrire piena ed incondizionata fiducia nelle qualità del medico senza ombra di dubbio uno dei massimi professionisti nel suo campo». Il segretario Fedir sottolinea come l’assunzione del cococo avesse avuto parere negativo da parte del medico e che comunque la condanna è solo di primo grado «e quindi vale la presunzione d’innocenza». Travia consiglia cautela alla Cgil «che dovrebbe tutelare i diritti dei dirigenti, stretti - scrive - quando si tratta di fare scelte tra l’organismo politico che li nomina ed è quindi difficile - prosegue il sindacalista - poter dire molto “no” pena la perdita dell’incarico e la spada di Damocle della Corte dei Conti». «La soluzione - conclude Travia - l'ha trovata Renzi: con il cosiddetto lodo Pagliari sta tentando di introdurre nella riforma della dirigenza pubblica, targata Madia, una norma che addossa esclusivamente alla dirigenza amministrativa la responsabilità erariale».

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