Il Tirreno

Prato

la protesta

Tre comitati uniti contro il trasferimento della Varvarito

di Alessandra Agrati
La protesta dei cittadini contro l'ipotesi di insediamento della Varvarito nella frazione di Casale
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La protesta dei cittadini contro l'ipotesi di insediamento della Varvarito nella frazione di Casale

Prato, netta contrarietà all'insediamento dell'impianto di frantumazione di inerti nei terreni agricoli a nord ovest del casello autostradale di Prato Ovest. "Questa è una zona a rischio inondazione e le case sono davvero troppo vicine"

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PRATO. Comitati cittadini riuniti per bloccare l'ipotesi di insediamento della Varvarito nei terreni agricoli a nord ovest del casello autostradale di Prato ovest, tra la Firenze-mare e la declassata. A fianco di quello ambientale di Casale, anche san Giorgio a Colonica e Iolo, tanti abitanti della frazione e la consigliera comunale Marilena Garnier che ha presentato venerdì la seconda interrogazione per chiedere spiegazioni sulla scelta del terreno.

“E' inaccettabile giocare con la salute dei cittadini e soprattutto che l'assessore Barberis sostenga che le ditte di frantumazione di inerti di inquinamento dell’aria e da rumore non siano inquinanti”.

I più arrabbiati, però, sono i membri del comitato di Casale, persone che vivono nella frazione da sempre. “Esistono già due aziende che frantumano gli inerti a poca distanza dalle nostre case – spiega il presidente Sergio Benvenuti – la nostra protesta non è rivolta alla Varvarito, ma all' amministrazione che continua a pensare che nella zona sud si debba concentrare tutte le strutture inquinanti della città. Vorrei capire con quale criterio è stato scelto questo terreno: se si scava per 65 centimetri affiora l'acqua, è una zona a rischio inondazione e le case più vicine sono a 200 metri dall' ipotetica sede della Varvarito. Quando si trasforma un terreno da agricolo a tecnologico è possibile insediare qualsiasi tipo di produzione, anche una più inquinante di quella frantumazione degli inerti”.

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A queste domande risponderà il 9 marzo l'assessore all' urbanistica Valerio Barberis che è stato invitato ad un assemblea pubblica alle 21 presso la casa della gioventù. A protestare, per solidarietà, anche il comitato di San Giorgio e quello di Iolo.

“Bisogna smettere nella follia di considerare ogni fazzoletto di terra che si trova nella zona sud della città come una possibile pattumiera – spiega Gianfranco Ciulli presidente comitato San Giorgio – questa zona ha già dato abbastanza”.

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Anche Simone Masi del comitato di Iolo è venuto a portare ai “colleghi” un aiuto: “Inizieremo tutti insieme una strategia per convincere Comune, Provincia e Regione a trovare una soluzione diversa: la Varvarito si sommerebbe all' asse dell' industrie che collegherà la zona industriale di Prato con quella di Agliana, strada che sarà molto trafficata e quindi aumenterà ulteriormente il grado di inquinamento”.

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