Perdono un anziano paziente era stato ricoverato in geriatria
L’uomo, 85 anni, è stato ritrovato dopo quasi tre ore su un terrazzo all’esterno della struttura E’ stato portato in terapia sub-intensiva per un’ipotermia. Le scuse dell’Asl alla famiglia
PRATO. Anziano paziente ricoverato nel reparto di geriatria all'ospedale Santo Stefano si alza durante la notte ed inizia a girovagare nei corridoi del terzo piano. Quando, di primo mattino, gli infermieri hanno dato la sveglia al reparto, l'anziano, Apollonio Capocci di 85 anni residente a Oste di Montemurlo, non era ancora nel suo letto. «Ci hanno chiamato dall'ospedale alle 6.30 di giovedì dicendoci che avevano smarrito nostro padre - racconta la nuora di Capocci - Preoccupati loro, ma soprattutto noi, tanto che mio marito si è catapulto subito all'ospedale. Apollonio è stato ritrovato solo intorno alle 9, due ore e mezzo dopo, su un terrazzo del terzo piano, in un altro reparto. C’era arrivato attraverso un’uscita di emergenza. Era in ipotermia per il tempo trascorso fuori all'addiaccio in pigiama, cianotico in viso. Qualcuno ci ha anche riferito di averlo visto camminare nel corridoio durante la notte. Possibile che non lo hanno fermato e riportato in camera? Da quanto tempo vagava per l'ospedale prima che qualcuno desse l'allarme?»
L'uomo era stato portato all'ospedale mercoledì mattina perché aveva difficoltà di respirazione. Ha problemi cardio-vascolari, come tanti anziani di quell'età ma, come riferiscono i parenti, in un quadro stabile che non dava particolari segnali di peggioramento. Fatto sta che, dopo la consueta trafila al pronto soccorso, Capocci è stato ricoverato nel reparto di geriatria. Dopo la disavventura della nottata, l'anziano però è stato portato in terapia sub-intensiva a causa dell'ipotermia e per una serie di controlli. «Dopo che lo hanno ritrovato sono diventati tutti molto gentili e premurosi, medici e infermieri - dicono i parenti - gli hanno fatto anche la Tac. Ma cosa sarebbe potuto accadere se fuori fosse stato più freddo o se fosse caduto dal terrazzo?»
La replica dell’Asl arriva dar Pasquale Palumbo, direttore del dipartimento gestionale medico: «Il paziente è stato valutato dal personale di assistenza durante le ore notturne. Quando il personale si è accorto della sua assenza ha avvertito la portineria e la guardia giurata affinché fosse cercato all'interno della struttura; sono stati quindi informati del fatto i familiari ed è stato chiamato il 113». Il dottor Palumbo non chiarisce però la sequenza degli orari, visto che, almeno da quanto sostengono loro, i familiari sono stati avvisati alle 6,30 del mattino dell’assenza dell’anziano, ma non si sa per quante ore abbia vagato da solo per il terzo piano dell’ospedale.
«Succede - prosegue Palumbo - che un paziente, in grado di deambulare autonomamente, si allontani dal reparto di degenza, eludendo il controllo del personale di assistenza. Il fatto che il paziente si sia recato all'esterno dell'ospedale ha reso più difficoltosa la ricerca. Nel momento in cui il paziente è stato ritrovato è stato soccorso e ricoverato in terapia subintensiva con una rapido recupero delle condizioni cliniche. Per la persistenza di tale miglioramento nella giornata di oggi il paziente rientra nell'area della degenza ordinaria». Le condizioni dell’anziano, vivaddio. Tuttavia, riteniamo che un uomo di 85 anni, per quanto vispo ed in grado di “deambulare” per conto proprio, se si ritrova su un terrazzo senza ritrovare la strada abbia come minimo qualche problema di orientamento dovuto all’età e andrebbe seguito con più attenzione fin dal momento del ricovero. Ieri mattina, quando l’anziano stava già meglio, è andato anche il direttore dell’Asl direttamente ad accertarsi della vicenda e a scusarsi di quanto era accaduto.
La vicenda si è conclusa bene ma i parenti vorrebbero che servisse come campanello d’allarme per chi dirige l’ospedale: «Vorremmo che questa storia serva come monito per evitare altri casi - dice la nuora di Capocci - Primo perché quello è un reparto di geriatria e i pazienti andrebbero tenuti più sotto controllo. Poi perché mio suocero ha aperto l’uscita di una porta di emergenza per andare sul terrazzo: basterebbe un allarme, altrimenti può uscire chiunque».
Francesco Albonetti
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