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Prato

Condannato, tiene un corso anti-corruzione

Condannato, tiene un corso anti-corruzione

Protestano alcuni dipendenti, l’Asl difende la scelta: «È uno dei massimi esperti sui contratti»

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PRATO. Condannato all'inizio del febbraio 2015 dalla Corte dei Conti ed indagato dalla Procura per abuso d'ufficio commesso quando era direttore amministrativo dell'Asl 3 di Pistoia, ha tenuto un corso di cinque lezioni sulla normativa anti-corruzione ai dipendenti dell'Asl di Prato. A segnalarlo con disappunto sono alcuni dipendenti dell'Asl 4, che avevano anche fatto presente sia ai dirigenti dell'azienda sanitaria sia all'interessato, Stefano Simonetti, la grave incongruenza. Ma di lui si occupa anche la Cgil, con una lettera di Sandro Malucchi della funzione pubblica al direttore generale dell’Asl dove si fa riferimento alla nomina di Simonetti come componente dell’organismo indipendente di valutazione del personale. La lettera è datata 16 febbraio 2015.

«La notizia della condanna è arrivata il 5 febbraio quando già Simonetti aveva svolto le prime lezioni, come docente unico, nella sala del Pellegrinaio, di fronte a circa 150 dipendenti Asl - dicono i dipendenti - ma gli organizzatori hanno preferito concludere il corso come nulla fosse. Ho chiesto anche spiegazioni, mi è stato risposto che si tratta di vicende personali che non c'entrano niente con le lezioni. Non ci pare proprio, visto che si tratta di denaro pubblico e il dirigente, peraltro, è stato condannato dalla Corte dei Conti a restituire 60mila euro alle casse dell'Erario per il ripetuto affidamento di un contratto di collaborazione ad un professionista esterno. Che esempio dà la nostra Asl?» La risposta dell’azienda sanitaria non si fa attendere. «E' uno dei massimi esperti nazionali in materia contrattualistica, non abbiamo nulla da eccepire sulla figura di Stefano Simonetti dal punto di vista professionale». Replica così Massimo Braganti, direttore amministrativo dell'Asl 4. «La scelta è ricaduta su di lui - spiega Braganti - per le sue indubbie capacità nella materia. E non è un caso che abbia lavorato per l'agenzia nazionale Ara che si occupa dei contratti di lavoro e che tuttora collabori col Sole 24 Ore in qualità di esperto. Il fatto che abbia avuto una condanna dalla Corte dei Conti perché ha firmato, insieme a tutta la direzione, una delibera su un incarico esterno affidato dall'ex direttore generale dell'Asl di Pistoia Scarafuggi per noi significa veramente poco. Io stesso che faccio lo stesso lavoro firmo centinaia di quelle delibere, solo ieri ho messo 2-300 firme». «Posso dire che ci sono stati anche altri direttori generali toscani nel mirino della Corte dei Conti - prosegue Braganti - lo stesso presidente del Consiglio ha avuto problemi quando era sindaco di Firenze. Incappare in incidenti di percorso perché si firma una delibera che poi si rivela sbagliate fra centinaia non mi sembra così scandaloso. Mi sembra molto più grave lo scandalo scoppiato alcuni anni per lo scambio di cartellini fra dipendenti, 102 dei quali erano pratesi». (f.a.)

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