Il Tirreno

Prato

Valentini: «Hanno fatto fallire Valore»

di Luca Tronchetti
Valentini: «Hanno fatto fallire Valore»

Parla l’architetto pratese assolto dall’accusa di corruzione dopo tre anni di inchiesta su alcuni interventi urbanistici

4 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Tre anni e mezzo d’indagine, decine di faldoni, migliaia di documenti, intercettazioni telefoniche e ambientali, testimonianze varie non hanno portato neanche a uno straccio di rinvio a giudizio. Tutti assolti dal gip di Lucca per la clamorosa inchiesta per corruzione in relazione a due interventi urbanistici che nel 2011 fece tremare Lucca ma anche Prato: nelle maglie delle inchiesta, infatti, finì anche l’architetto pratese Giovanni Valentini, patron della Valore, prima del fallimento una delle imprese più robuste del distretto.

Valentini è stato assolto dal reato di concorso in corruzione assieme al dirigente comunale di Lucca Maurizio Tani, l’ingegner Andrea Ferro, ex presidente della commissione ambientale del Comune e il socio dello studio tecnico Chiari, Luca Antonio Ruggi. Assoluzione anche per l’ex vice presidente di Sistema Ambiente, sempre di Lucca, Sauro Doroni, ex assessore Dc degli anni Ottanta-Novanta.

E ora parla Valentini. «Con questa storia hanno fatto fallire la Valore spa. Il Comune ha traccheggiato sul piano attuativo per il parco San Anna inducendomi a prendere la Lucchese non iscritta, dopo il crac di Hadj, e accantonando la delibera di approvazione definitiva al piano attuativo sino al marzo 2009. Senza quei ritardi non dovevamo rimborsare i soldi alla Cassa di Risparmio di Lucca, avevamo in tasca qualcosa come 16 milioni, avremmo evitato di acquistare la Lucchese perché non ce n’era motivo e avremmo sviluppato il terreno di San Donato». È un passaggio, importante, dell’interrogatorio dell’architetto Giovanni Valentini - ritenuto dalla procura il grande corruttore e assolto con formula piena assieme a tutti gli altri indagati - davanti al gup Silvia Mugnaini. Un passaggio che si lega a filo doppio con la maxi richiesta di risarcitoria che pende sull’amministrazione di Lucca: 40 milioni di euro, tanto ha chiesto Valentini.

«A compimento di questo capolavoro, l’inchiesta con il sequestro per l’equivalente dell’intera area - dice Valentini nelle 100 pagine del verbale d’udienza camerale - e, cosa mai vista in vita mia, la decisione del Comune di Lucca prima di annullare la delibera al piano che era stato adottato a certe condizioni e poi far diventare bianco un terreno edificabile da 30 anni. Questa è stata la causa del fallimento della Valore. Perché finché il terreno era edificabile valeva 14-15 milioni e già metterlo a 3 milioni era speranza sul futuro. Quindi questa decisione ha di fatto chiuso ogni possibilità di proseguire con il concordato al tribunale di Prato. Questa la ragione della causa promossa al Tar».

Angelini, il nemico giurato. Per Valentini «il mostro giuridico» che ha portato poi all’inchiesta, agli arresti e ai sequestri trova la sua attuazione negli interessi dell’ex parlamentare democristiano Piero Angelini: «Guardi giudice - sostiene l’architetto nella sua deposizione - l’unico mio rimpianto è di non essere andato alla procura della Repubblica, come volevo fare perché il mio carattere è quello, per denunciare Angelini. Nel settembre 2007 nell’incontro con il mio amico architetto Lorenzo Pieri gli dice che se non passavo da lui il piano non si fa. E Angelini, di sua iniziativa, disse a Pieri che dovevamo tener conto della presenza del geometra Chiari per gli incarichi. All’incontro era presente anche Chiari. Che arrivò alla fine quando i due stavano per congedarsi. Come l’ho saputo? Dall’ex sindaco Favilla il 25 gennaio 2012. Mi ha detto che fu lui ha mandare Chiari all’appuntamento per sapere cosa stesse combinando Angelini».

Osteggiato dai poteri forti.Nel suo interrogatorio fiume di fronte al giudice dell’udienza preliminare Valentini sostiene di essere stato osteggiato da certi poteri forti (Italia Nostra in primis) e di aver realizzato come Polis a Lucca opere di fondamentale importanza che la rendevano più bella, vivace e appetibile: «La caserma Mazzini, sono 600 posti auto, 20mila metri quadrati di parco sospeso che ha vinto tre premi in Europa, 70 appartamenti dove io facendo lo sconto del 10% sul costo a condizione che prendessero la residenza ho fatto tornare gente nel centro storico di Lucca. Abbiamo fatto un residence per il Mit - perché io l’ho venduto alla Fondazione - a 1,8 milioni serviti a recuperare San Francesco».

La tessera vip. La contestazione della procura legata all’offerta, come utilità nella corruzione, della tessera vip della Lucchese al dirigente comunale Maurizio Tani viene seccamente smentita dal presunto corruttore assolto dal gup: «Nessuna tessera vip. Si tratta di un pass che avevano 49 persone. Ce l’aveva anche Chiari. Ma era uno che non ne approfittava perché veniva poche volte alla partita della Lucchese. Anzi, ricordo che lo diffidavamo a venire perché le uniche due volte che lo abbiamo visto la squadra ha perso. Non solo ce l’aveva l’assessore, ma tutta la giunta. E anche Tambellini che era all’opposizione. Anche il vescovo, il presidente della Provincia e logicamente gli sponsor».

Professionisti non pagati.Nell’interrogatorio Valentini rivela che i due professionisti indagati e poi prosciolti - l’ingegner Andrea Ferro e il geometra Luca Ruggi - per i lavori svolti non furono pagati o furono pagati soltanto parzialmente: «Ruggi credo di averlo visto una volta in ufficio. Per un incarico relativo ad un accatastamento parte del compenso è rimasta sospesa perché quando nell’aprile 2011 fece deposizioni al buio e il pm mi contestò che stavo corrompendo qualcuno smisi di pagare. Per un incarico professionale affidato all’ingegner Ferro non è stato mai pagato anche perché al 30 dicembre 2010 Giuliani diede le dimissioni dalla Lucchese e saltò un po’ tutta la cosa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa