Sicurezza
Sul teatro Metastasio Cenni spara a zero e Alberti contrattacca
Prato, l'ex sindaco di Prato contesta al sindaco Matteo Biffoni il mancato riconoscimento di teatro nazionale, il consigliere Pd lo accusa "di essere confuso e di fare campagna elettorale per le regionali"
PRATO. Botta e risposta sul presente e futuro del teatro Metastasio tra Roberto Cenni, capogruppo di Prato con Cenni, e Gabriele Alberti, consigliere del Partito Democratico.
"Il Teatro della Pergola di Firenze - commenta Roberto Cenni - si unisce al Teatro Era di Pontedera ed insieme danno vita alla Fondazione Teatro della Toscana che immediatamente ottiene il riconoscimento di teatro nazionale. Le parole del sindaco Nardella a commento del successo ottenuto hanno però per Prato ed il Metastasio il sapore di una beffa grottesca.
Dichiarando che l'accordo con Prato non andò a buon fine, si dice comunque disponibile a future collaborazioni con il teatro pratese, rivolgendo questa disponibilità direttamente al sindaco Biffoni.
Intanto i finanziamenti statali per milioni di euro e le conseguenti assunzioni, così come le produzioni teatrali se ne andranno per altri lidi, vedendo sperperato un impegno lungo decenni per fare assurgere il Metastasio alla ribalta nazionale, tanto da meritare il titolo di Stabile della Toscana.
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Impegno che ha visto il Comune di Prato investire importanti risorse economiche per decine di milioni di euro".
"Cosi ancora oggi gli amministratori del Partito Democratico pratese - continua Cenni - dimostrano la stessa mentalità di quelli dell'allora PCI che fecero "emigrare" verso il Piccolo di Milano Ronconi e Strehler.
Le giustificazioni date dal sindaco Biffoni, dall'assessore Mangani e dal presidente del Metastasio Bressan appaiono puerili scuse di circostanza per coprire l'ordine di scuderia proveniente da Roma e da Firenze, volto a dare unico prestigio al capoluogo regionale, roccaforte di Renzi, ed al comune di origine di Rossi.
Sicuramente, anche stavolta, Biffoni sarà invitato ad uno dei tanti tavoli, dove vedrà la pancia piena degli altri commensali e per Prato raccoglierà le briciole cadute dai piatti stracolmi".
Così l'ex sindaco Roberto Cenni. Questa invece la replica di Gabriele Alberti, consigliere Pd.
“Cenni, al solito, è confuso. Cita a sproposito - e con dubbio gusto - il nostro concittadino Luca Ronconi, recentemente scomparso, facendo incredibilmente confusione con date e persone. Ronconi lascia Prato nel 1979, vi torna nel 1986 ed approda al Piccolo soltanto nel 1999, oltre un anno dopo la scomparsa di Giorgio Strehler. Se negli ultimi cinque anni Cenni, detto "il confuso", fosse entrato una volta al Metastasio avrebbe avuto modo di sentirsi raccontare la storia del nostro teatro da chi ha contribuito a costruirla. Invece, al MET, di Cenni è passato solo il fantasma, un fantasma che ora si erge a difensore di un teatro che non conosce e che ha dimostrato di non amare”. .
"Abbiamo capito che l'attuale consigliere comunale Roberto Cenni ha iniziato la sua campagna elettorale per candidarsi in consiglio regionale alle elezioni del prossimo maggio, e neppure ci stupisce questo approccio tutto rivolto al passato. D'altronde il presente dell'ex sindaco, trionfalmente bocciato a maggio scorso da 100mila elettori pratesi, è piuttosto mesto, politicamente. Da un ex sindaco ci aspetteremmo parole ponderate, frutto di studio e di applicazione, non di ipocrita ira per presunti ordini di scuderia. Dov'era, Roberto Cenni quando nell'autunno 2013 il Ministero annunciò le nuove regole del gioco per tutti i teatri d'Italia? Era impegnato ad annunciare che - economicamente e finanziariamente, perché di questo si tratta e non dell'offerta artistica e culturale - il MET avrebbe dovuto avere lo stesso status del Piccolo di Milano. Ecco dov'era. A far propaganda senza curarsi dell'avvenire" prosegue Alberti.
"Dov'era, Roberto Cenni, quando era il momento di non spendere 60mila euro per fuochi d'artificio oppure di non spendere 300mila euro per Prato Contemporanea? A non occuparsi della gestione corrente delle nostre istituzioni culturali, ecco dov'era. Pertanto, le sue lezioni, già bacchettate a maggio nel plebiscito inverso, può serenamente riporle nel cassetto. In attesa di non essere eletto in consiglio regionale e scommettendo semmai sul fatto che l'offerta artistica del Metastasio, divenuto noto al mondo quand'era un piccolo teatro comunale, non subirà colpi di sorta – conclude il consigliere democratico - Ancora un suggerimento: consiglio a Cenni, se gli avanza un momento di tempo, di studiarsi il decreto ministeriale sul fondo unico per lo spettacolo per poi tacere, su questo argomento, per sempre”.
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