Gioco
Sono quasi 5.000 nella provincia i giovani “invisibili”
Non studiano, non lavorano e non cercano qualcosa da fare Un progetto per dare loro stimoli e nuove opportunità
PRATO. Li chiamano Neet. Sono i giovani fino a 25 anni che non studiano né lavorano. Non sono impegnati in alcun percorso formativo e nemmeno stanno cercando qualche opportunità di lavoro. Una generazione di “invisibili” perché usciti dalla scuola e mai entrati a contatto con un’azienda e completamenti inattivi rispetto ai servizi territoriali. A Prato se ne contano quasi cinquemila (per l’esattezza 4.842), secondo l’ultima rilevazione realizzata dalla Provincia di Prato, attraverso l’incrocio della banca dati dell’osservatorio scolastico, le comunicazioni al Centro per l’Impiego, il data-base regionale sulla formazione professionale, gli iscritti all’Università di Firenze e quelli che hanno sostenuto un colloquio di orientamento. Con un’azione mirata la Provincia è riuscita a stanarli. Il passo successivo è stato dare le gambe al Youth Guarantee scheme, un progetto finanziato dall’Unione europea e promosso dalla Regione, che a Prato ha coinvolto 40 partner per creare un modello di intervento, per il momento, su un campione di 60 giovani inattivi.
Alcuni di questi, stanno concretizzando un percorso formativo, altri, dopo un colloquio orientativo, sono stati incanalati in altre direzioni. Un laboratorio, prossimo alla conclusione, portato avanti dalla Fil insieme agli altri soggetti della rete, di cui fanno parte enti locali, associazione di categoria, culturali, educative e soggetti del terzo settore, che ha prodotto dei risultati: su 60 giovani coinvolti, solo in 9 hanno interrotto il programma personalizzato; 2 sono già a lavoro, 1 sta facendo un tirocinio e altri 12 lo cominceranno a breve, 13 sono in formazione, 3 sono impegnati nel servizio civile , 6 sono stati indirizzati verso altri servizi (tra cui Asl), 12 stanno completando l’accompagnamento. Gli esiti raggiunti hanno convinto i partner della necessità di andare avanti con il progetto (il finanziamento è stato di 205mila euro) che ha incassato la fiducia di tutti: stamani, a Palazzo Buonamici, si sono riuniti per firmare una dichiarazione di intenti, con cui si impegnano a seguire la concertazione sul piano di intervento per i neet e che li porterà a consolidare sia i modelli di studio , sia la rete. All’incontro, coordinato dal direttore della Fil Michele Del Campo con Livia Marinetto della Regione Toscana, sono intervenuti, sul progetto, Monica Marinari (formatrice) e Paolo Sambo (ricercatore), oltre a Matteo Biffoni in veste di presidente della Provincia e Franca Ferrara, dirigente del settore Istruzione, Formazione e lavoro. Proprio dalla rete sono emersi spunti di intervento concreti: una formazione flessibile che tenga conto della soggettività, una scuola più sperimentale per chi conclude quella dell’obbligo con fatica, proposte alternative di inserimento scuola-lavoro, anche con percorsi brevi di riconoscimento delle competenze, corsi formativi annuali, sostegno allo studio con l’aiuto delle associazioni e del mondo del volontariato per far vivere il contesto scolastico in modo positivo e la proposta di istituire un albo di aziende disponibili all’attivazione di stage e tirocini.
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