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Vuoi imparare ad essere digitale? Allora frequenta lo Stanzone

Barbara Burzi
Vuoi imparare ad essere digitale? Allora frequenta lo Stanzone

L'iniziativa si chiama "Stanzoni digitali" è promossa da Matteo Tempestini e ha come obiettivo quello di riunire in un luogo chi ha voglia di informarsi sulla cultura digitale o di parlare dei problemi della città. Gli stanzoni a Prato sono già cinque: in via Tobbianese,via Cairoli, via del Serraglio, via Pistoiese (circolo di Narnali) e via Pier Cironi

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PRATO. Che cos'è uno stanzone digitale? Una stanza, una casa, un magazzino, un fondo o un qualunque altro luogo che possa accogliere un certo numero di persone per fare insieme una discussione su un tema riguardante la cultura digitale e l'innovazione. A Prato ce ne sono cinque, ma il numero è destinato ogni giorno a salire grazie alla sensibilità che si è sviluppata attorno alla tematica. Gli spazi attualmente messi a disposizione, registrati regolarmente sul sito (stanzoni digitali.altervista.org), sono dislocati dappertutto, in strade del centro storico e della periferia: via Tobbianese,via Cairoli, via del Serraglio, via Pistoiese (circolo di Narnali) e via Pier Cironi.

«L'idea nasce dalla convinzione che il territorio pratese abbia necessità di alfabetizzazione digitale e sia ricco di spazi (anche inutilizzati) che possano fungere da luoghi di ritrovo» spiega Matteo Tempestini, rappresentante sul territorio di Digital Champion, promotore dell'iniziativa civica «che consente ai cittadini di auto organizzarsi per strade o anche per zone, in modo da creare luoghi di discussione». «L'obiettivo è far in modo che ogni via della città si auto organizzi mettendo in condivisione con il circondario uno stanzone digitale per un'ora di discussione».

Come funziona? «Il meccanismo è semplice - spiega Tempestini - basta registrarsi sul sito proponendosi come proprietario di uno spazio, che si vuol mettere a disposizione della collettività, o come animatore della discussione, specificando, in questo caso, un argomento da affrontare. I temi possono essere svariati: dai social network a internet, fino tematiche legate all'economia del territorio, come, per esempio, lo sviluppo dell'artigianato locale attraverso l'utilizzo delle nuove tecnologie».

Entro la fine di marzo, sul sito del progetto e sulla pagina Facebook dedicata, sarà pubblicato un calendario di eventi con date e luoghi in cui si svolgeranno. In lista ci sono già alcuni argomenti: social network (Twitter, Instagram, WhatsApp, Pinterest, Google Plus); artigianato digitale (Arduino, Stampa 3D, Contaminazione mondo artigiano con tecnologie web).

«Per candidarsi come moderatore del dibattito non importa essere un professionista della materia, basta avere delle competenze - dice Tempestini - lo scopo dell'iniziativa è quello di favorire la diffusione della cultura digitale trasferendo delle conoscenze in modo semplice, diretto e gratuito, da chi ne ha a chi non ne ha». Intanto il progetto, che ha ottenuto il patrocinio del Comune, è sbarcato su una piattaforma di crowdfunding per raccogliere fondi destinati a coprire le spese di informazione e promozione: dalla cartellonistica alle targhe da apporre agli stanzoni, fino ai gadget.

«La campagna - conclude Tempestini - durerà fino all'8 marzo e ha come obiettivo la raccolta di 800 euro: questi ultimi giorni saranno decisivi per il proseguimento del progetto».

Barbara Burzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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