Finanza
Pedaggio anche per le ambulanze
Protesta della Croce d’Oro: «Ricadute negative per i nostri assistiti». Oggi c’è un incontro a Roma con le associazioni
PRATO. “Pedaggio autostradale, cambiano le regole: dal primo gennaio le ambulanze possono viaggiare gratis in autostrada solo per servizi di soccorso, ovvero di emergenza. Dopo un lungo braccio di ferro tra le associazioni di volontariato (Anpas e Misericordie) e società Autostrade per l’Italia, quest’ultima ha provveduto alla disattivazione dei telepass in dotazione e ad applicare le nuove modalità introdotte dalla circolare ministeriale del 2 ottobre, con cui viene disdetto lo storico accordo Autostrade- Anpas-Mise, che concedeva l’esenzione dal pagamento del pedaggio autostradale a tutti i veicoli intestati alle associazioni di volontariato.
D’ora in poi toccherà alle singole realtà associative locali richiedere il dispositivo telepass e autocertificare i transiti su una piattaforma web messa a disposizione dalla società Autostrade, con cui ogni associazione dovrà stipulare un accordo. Sarà gratuito solo il trasporto di emergenza, che include anche trasporti neonatali, per pazienti oncologici e dializzati.
In tutti gli altri casi, compreso il trasporto disabili o di sangue, gli autisti rischiano di dover aspettare anche diversi minuti in coda al casello in attesa di espletare le pratiche di pedaggio, come qualsiasi altro automobilista.
«Tutto questo crea diversi problemi - dichiara il presidente della Croce d’Oro di Prato, Alessandro Coveri - basti pensare alla situazione in cui rischia di trovarsi un paziente disabile che, nei mesi più caldi, si trova ad aspettare al casello anche diversi minuti. Inoltre, andiamo incontro a un appesantimento burocratico importante, che potrebbe mettere in ginocchio realtà di volontariato il cui servizio è fondamentale per la città».
Le varie “Croce d’Oro”, “Pubblica Assistenza” e “Misericordia” dovranno aprire un conto corrente, su cui verranno addebitati i trasporti a pagamento, e provvedere a rendicontare i viaggi di emergenza tramite piattaforma digitale.
«Chiediamo di tornare a un accordo collettivo sostituito adesso da trattative individuali», aggiunge Annalisa Nocentini, consigliera regionale Anpas che oggi andrà a Roma per partecipare all’incontro che si terrà al Ministero dei Trasporti, alla presenza del viceministro Nencini, per chiedere di tornare a procedure più snelle e alla gratuità del sistema. Saranno presenti anche rappresentati delle associazioni e della società Autostrade.
Purtroppo però i delegati non nutrono grandi aspettative dall’incontro di oggi, tant’è che se non dovesse andare a buon fine, sono pronti a organizzare per primi di marzo una manifestazione regionale di protesta davanti alla prefettura bloccando al strada con i mezzi di trasporto (amblulanze e carir funebri).
La trattativa dunque è ancora aperta, ma le associazioni temono comunque un appesantimento burocratico. Per la Croce d’Oro di Prato sarebbe una tegola pesante da sopportare considerando il quadro finanziario per niente rosero in cui le nuove modalità di gestione vanno ad inserirsi.
Per mancanza di liquidità, infatti, l’associazione di via Niccoli, ha accumulato una somma ingente di debiti per cui ha presentato richiesta di esdebitamento, una misura specifica per le onlus che consente di pattuire con i creditori un piano di rientro. «Alla base c’è un problema di liquidità, non di patrimonio», chiarisce il presidente Alessandro Coveri spiegando che l’associazione è in buona salute e che sta continuando a erogare servizi per i propri committenti (tra cui Asl e Comune). «Le nostre fatture si fermano in un deposito perché bloccate da decreti ingiuntivi - spiega – ma siamo fiduciosi che la situazione possa risolversi presto. Dopo l’omologazione del piano da parte del Tribunale ci metteremo in regola. Fra i creditori privilegiati ci sono i dipendenti, le banche, la previdenza e i consulenti. Tutti i debiti,anche quelli con i fornitori, saranno saldati».
I dipendenti in forza alla Croce d’oro sono 12 (6 dei quali sono impiegati nella società di servizi funebri). Nel tempo il numero totale (18) è sceso di sei unità: tre sono andati via ed altri tre sono stati riassorbiti dalle sezioni. «I dipendenti stanno ricevendo acconti sugli stipendi - conclude Coveri – manca solo qualche arretrato, ma contiamo di sanare al più presto questa situazione».
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