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E' boom dei sistemi d’allarme

Maria Lardara
E' boom dei sistemi d’allarme

Il titolare della Sea: «Lavoro raddoppiato, se continua così dovrò assumere altre due persone»

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PRATO. Duemila euro ed elimini il problema. O quasi. Chi non aveva mai pensato a proteggersi dai ladri ora ci fa un pensierino. In città è corsa agli impianti di antifurto: il carico di lavoro per le aziende del settore si è moltiplicato. «Ma non è una bella cosa: non bisognerebbe mai lavorare in condizione di emergenza», ammette a malincuore Giorgio Bennati della Sea srl, leader a Prato nelle apparecchiature a prova di furto. E pensare che quando Bennati decise di lanciarsi in questo mercato, nel 1970, è perché nel suo negozio di elettrodomestici aveva subito tre furti in un anno.

«Ma erano altri tempi, esisteva un tipo di delinquenza diversa», osserva l’artigiano mentre ha di fronte a sé sulla scrivania una sfilza di preventivi. «In questo momento ne ho da fare dieci mentre non si contano le telefonate di tanti privati che chiedono i prezzi dei sistemi di allarme. Scarsa invece la richiesta degli esercizi commerciali: ci pensa già la crisi a metterli in ginocchio. Comunque il nostro lavoro negli ultimi mesi è raddoppiato e, se si proseguirà con questo trend, dovrò assumere due persone». A sorpresa, la domanda di sicurezza che ditte come la Sea provano a intercettare non arriva dai quartieri della “Prato bene”, come La Pietà e Castellina. «Ci telefonano soprattutto dalle periferie, come San Giorgio, Maliseti, Paperino e Chiesanuova – racconta Bennati - dove i residenti hanno meno capacità di spesa. Per questo in qualche caso fanno marcia indietro appena sentono i prezzi. Spesso piange il cuore a dover dire no a persone terrorizzate dall’idea di venir derubate un’altra volta, soprattutto donne con bambini». I sistemi d’allarme non sono più roba per ricchi ma per una famiglia che fa fatica a sbarcare il lunario un impianto dai 1.500 euro in su può costituire un problema. Bennati comunque non vede un caso Prato. «Ci chiamano anche da Pistoia e Firenze e – assicura - la musica è la stessa».

Non c’è pace nemmeno per i carrozzieri: trovarne uno disponibile di questi tempi è dura. Da “Doctor Glass” il bollettino di guerra si presenta ogni lunedì mattina, all’apertura dell’officina, con gli automobilisti in fila che portano i segni tangibili di spaccate alle auto in sosta. E durante la settimana non c’è giorno che non ci sia da riparare una carrozzeria per tentato furto. Al titolare, Gaetano Improta, è capitato persino un cliente che, in attesa dell’appuntamento dal carrozziere per la sostituzione di un vetro rotto, è stato visitato un’altra volta dai ladri che gli hanno infranto anche un secondo finestrino. «Da dicembre – racconta Improta - questi episodi sono aumentati soprattutto nel fine settimana, soprattutto sulle vetture a marchio Mercedes e Bmw. Non ci sono zone più prese di mira di altre». Si lavora sodo anche all’autocarrozzeria “San Giusto”. Il titolare, Graziano Carniato, si è fatto un’idea della casistica di questi furti e razzie nelle auto. «Nella maggior parte dei casi rompono il vetro forzandolo con delle leve così da danneggiare le guarnizioni. Spesso rovistano senza toccare nemmeno gli spiccioli».

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