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Prato

La nuova sfida dei ladri: assalto ai Gigli

La nuova sfida dei ladri: assalto ai Gigli

Hanno preso di mira un’oreficeria dentro il centro commerciale. Incendio di pneumatici per sviare l’attenzione

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PRATO. Più che uno dei soliti furti, quello compiuto la scorsa notte ai danni dell’oreficeria “Il Giglio d’Oro”, all’interno del centro commerciale dei Gigli di Capalle, sembra una vera e propria sfida alle forze dell’ordine. Perché, anziché prendere di mira uno dei tanti negozi su strada, puntare a un negozio all’interno di una galleria commerciale vigilata dall’esterno e allarmata all’interno? Se lo stanno chiedendo anche i carabinieri della Compagnia di Signa, accorsi ai Gigli pochi minuti dopo l’allarme, e forse hanno già qualche risposta, grazie alle telecamere.

L’assalto all’oreficeria del centro commerciale arriva al culmine di un periodo costellato a Prato dalle “spaccate” notturne ai danni degli esercizi commerciali. E a sole 24 ore di distanza dal tentato furto al negozio di Piazza Italia nell’altro grande centro commerciale della zona, il Parco Prato, dove i ladri hanno tentato, senza riuscirci, di smurare la cassaforte.

Logico pensare che possa trattarsi della stessa banda, un gruppo specializzato nei furti ai negozi con le più svariate tecniche: l’auto usata come ariete, il tombino che infrange la vetrina, il piede di porco che forza la saracinesca.

Ai Gigli hanno fatto qualcosa di più e di inedito. Hanno creato un diversivo. Si è infatti appreso che alcuni pneumatici sono stati bruciati vicino a uno degli ingressi del centro commerciale, probabilmente per sviare l’attenzione da quello che stava succedendo all’interno della galleria commerciale. È accaduto intorno all’1,30 di notte. Su questo particolare i carabinieri di Signa mantengono il riserbo, ma si può ipotizzare che gli addetti alla vigilanza notturna del centro si siano spostati verso l’incendio, mentre i ladri, incappucciati, entravano passando da una delle porte antipanico dal lato del parcheggio, quelle vicino ai bagni.

Di lì sono bastati pochi secondi per arrivare all’oreficeria “Il Giglio d’Oro”. Si dà per scontato che i ladri avessero fatto un accurato sopralluogo durante l’orario di apertura del centro commerciale. Si sono annotati la posizione del negozio, hanno dato un’occhiata alla solidità della saracinesca, l’hanno attaccata col piede di porco.

In quel momento dovrebbe essere scattato l’allarme. Il condizionale è d’obbligo, perché lo stesso direttore del centro commerciale, Yashar Deljoye Sabeti, preferisce non commentare e non aggiungere particolari, limitandosi a confermare che i ladri hanno preso «alcuni oggetti preziosi» dal negozio della galleria e che sul posto sono accorsi i carabinieri.

Anche l’Arma mantiene un certo riserbo sulla vicenda. Viene confermato che i banditi incappucciati (non si dice quanti) sono stati ripresi dalle telecamere di sorveglianza e che le immagini vengono attentamente analizzate. Una richiesta di informazioni è stata inoltrata ai comandi limitrofi per capire quanti episodi simili si sono verificati negli ultimi tempi. Nel territorio di competenza della Compagnia di Signa questo è il primo da settimane, mentre a Prato ormai dall’inizio del mese sembra diventata un’abitudine. Gli investigatori si limitano a dire che in questo caso hanno agito ladri «ben organizzati».

Resta quella domanda ancora senza una precisa risposta: perché scegliere un centro commerciale aumentando il rischio di essere scoperti e fermati anziché una delle tante gioiellerie a portata di mano lungo le strade?

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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