Sicurezza
“Camomilla” liquida tutto e sconta le borse fino al 70 per cento
Un'altra serranda che si abbassa (il 25 marzo) in via Muzzi. Marco Calamai, titolare della boutique: «La casa madre ci ha messo con le spalle al muro perché ha deciso di chiudere i punti vendita in franchising". Il mobilio del negozio verrà riutilizzato nel punto vendita Nidò di piazza San Domenico
PRATO. Il messaggio di congedo è affidato a un desolante foglio appeso in vetrina, sul cui finale si legge: «Si ringrazia la gentile clientela per la preferenza accordataci in questi anni». Presagio di un’altra saracinesca che prossimamente, per l’esattezza il 25 marzo, s’abbasserà in via Muzzi. Stavolta tocca a “Camomilla Store” dell’imprenditore Marco Calamai, titolare anche del punto vendita “Città del Sole” e “Nidò” in piazza San Domenico che fanno parte del gruppo “Rick&Co”.
Calamai è uno che in questi anni ha dato veramente – e continua a dare – l’anima per far vivere una strada alle spalle del Duomo grazie alla vetrina di giocattoli e ai laboratori per bambini che ruotano intorno all’attività della “Città del Sole”. E infatti, se fosse stato per lui, il negozio di “Camomilla”, una delle poche boutique in centro che vende borse e accessori, non avrebbe mai spento le luci. Gli tocca invece, a malincuore, mandare a casa due commesse.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:1.10933277:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10933277:1652081108/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«Siamo stati messi con le spalle al muro dall’azienda madre - racconta Calamai - che ha deciso in modo unilaterale di chiudere tutti i punti vendita in franchising in Italia. Per noi è stata una doccia gelata. Diversamente, avremmo tentato altre soluzioni per tenere in piedi il negozio aperto, come ogni buon imprenditore dovrebbe fare per salvare dei posti di lavoro». A dare il colpo di grazia alla casa madre, “Camomilla Milano Spa”, cui faceva parte la catena in franchising di vari punti vendita sparsi in Italia (tra cui Prato) è stato il mancato accordo con i giapponesi per la distribuzione del marchio “Hello Kitty” di cui “Camomilla Milano spa” aveva la licenza fino a due anni fa.
Metà della superficie dello store pratese, in tutto 150 metri quadrati inaugurati l’8 marzo di cinque anni fa, era dedicata alla collezione di “Hello Kitty”. Ora rimangono borse, portafogli, accessori moda e per capelli col marchio “Camomilla”, quasi tutto scontato al 50% per via dell’imminente chiusura. Ma la vera maxi liquidazione è dietro l’angolo:da sabato 28 febbraio tutta la collezione sarà ulteriormente ribassata del 70%.
Anche se non sono tutte rose e fuori in questo momento per il commercio dentro le mura, schiacciato dalla concorrenza di due colossi della grande distribuzione (“Gigli” e “Parco Prato”), Calamai ha deciso di fare di necessità virtù conservando gli arredi di “Camomilla” (luci, tavoli e impianti di allarme) per rinnovare il look di “Nidò”, sempre del gruppo "Rik&Co", specializzato in articoli per l’infanzia. «Il progetto è quello di rifare completamente il negozio che rappresenta un baluardo in piazza San Domenico. La chiusura di “Camomilla” diventa un’occasione per concentrare le nostre energie nelle altre attività che vanno bene».
Come “Città del Sole”, da quasi dieci anni una piccola oasi di divertimento per i più piccoli grazie ai laboratori del sabato che richiamano ogni settimana 60 famiglie attraverso l’associazione “Il Cantuccino”.«E’ un modo per alimentare un indotto in centro storico – conclude il titolare - dando un servizio molto gradito ai genitori che lasciano qui i propri figli per andare a fare shopping o a passeggio. C’è bisogno di questo in centro, di creare servizi e attrazioni per motivare i cittadini a frequentarlo di più».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
