Sicurezza
Maury's, una tegola da 900.000 euro
Sono i debiti di Stefan “ereditati” dal negozio di via Targetti. Incontro in Regione
PRATO. Un macigno pesa sulla testa del negozio Maury’s di via Targetti. Un macigno da 900mila euro, l’importo di una cartella esattoriale con cui vengono richiesti alla proprietà del negozio una parte dei debiti, nei confronti dello Stato, di Stefan da cui una società pratese, franchising di Maury’s, aveva rilevato l’attività in franchising. Un macigno che ha già provocato la chiusura di un identico negozio a Livorno e che apre molti interrogativi anche per Prato. Un caso che ha già affrontato anche l’assessore regionale Gianfranco Simoncini, preoccupato per il futuro dei negozi, e che si è riservato di incontrare la proprietà per poi rivedere la prossima settimana anche i rappresentanti dei lavoratori.
«Siamo preoccupati per il futuro del negozio – è il parere del sindacalista Filctem Cgil Alberto Santini - perché di fatto il valore che la società si trova a dover pagare è uguale a quello del valore del negozio. In altre città si è già assistito a chiusure e a forti ristrutturazioni. Qui sembra ci sia maggiore cautela perché il negozio è quello che dà migliori risultati dal punto di vista commerciale». «Ancora per Prato - conferma Stefano Andrielli, commercialista del gruppo Maury’s – per il negozio di via Targetti non sono ancora state prese decisioni ma è evidente che la situazione è seria. Sarà deciso cosa fare nel giro dei prossimi giorni. Le società che hanno acquistato i negozi da Stefan del resto non si aspettavano assolutamente questa situazione».I titolari dei negozi Maury’s, come spiega l’avvocato romano che li segue, Paolo Ermini, avevano infatti acquistato i negozi della catena Stefan prima che fosse presentato il concordato in bianco convinti dall’imprenditore pratese Giuseppe Videtta che quelle vendite l’avrebbero aiutato a risolvere i problemi economici della sua catena e che loro avrebbero fatto solo un buon affare.
«In realtà – sottolinea Ermini – dopo dieci giorni è stato presentato il concordato in bianco, poi trasformato in amministrazione straordinaria aprendo uno scenario assai diverso rispetto a quello immaginato». (ile.r.)
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