Il Tirreno

Prato

Educatrici precarie degli asili nido, il Comune pagherà 15 mensilità

Barbara Burzi
Educatrici precarie degli asili nido, il Comune pagherà 15 mensilità

Si chiude la vicenda tra le maestre e il Comune condannato a pagare 180.000 euro per averle utilizzate per due anni col contratto a termine

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PRATO. Con un indennizzo pari a 15 mensilità a testa, si chiude definitivamente il rapporto di lavoro tra il Comune di Prato e 8 educatrici precarie che hanno lavorato nei nidi comunali a tempo determinato. Si tratta di una sentenza stabilita dal Tribunale di Prato, in seguito a una vertenza di alcune colleghe nei confronti del datore di lavoro (Comune di Prato) condannato a risarcire oltre 180mila euro al personale utilizzato con contratto a termine, rinnovato a più riprese, dal 2010 al 2012. Una determina del settore Pubblica istruzione e servizi educativi, datata 19 febbraio 2015, stabilisce che il Comune, dovrà intanto corrispondere oltre 98mila euro, a titolo di risarcimento del danno, a quattro lavoratrici. Una delibera di dicembre 2014 aveva riconosciuto la legittimità dei del debito fuori bilancio.

Trovata la copertura finanziaria, è arrivato il momento di procedere all’esborso della somma: a Gianna, Silvia, Daniela e Irene andranno, rispettivamente, dai 19 ai 30mila euro. “Casi del genere non si ripeteranno facilmente perché ricorsi a ritroso fino a 5 anni non si possono più fare se non viene presentata una contestazione entro un determinato periodo di tempo”, spiega Giovanni Iorio, segretario della Funzione pubblica della Cgil, auspicando che d’ora in poi la pubblica amministrazione provveda a mettere in campo tutti gli strumenti a sua disposizione per avviare un percorso di stabilizzazione del personale precario. “Le uniche attenuanti sono i nuovi vincoli di assunzione, che potrebbero impedire una programmazione per l’inserimento di personale a tempo indeterminato - dice – ma in futuro, con l’allentamento dei vincoli del patto di stabilità si spera che una soluzione venga trovata, soprattutto per valorizzare chi ha già acquisito un’esperienza e una conoscenza del settore tali, che sarebbe un vero peccato buttarle via” . Riguardo all’indennizzo ottenuto dalle educatrici che hanno lavorato nei nidi comunali a tempo determinato, Iorio sottolinea, alla luce di un confronto avuto con alcune delle stesse lavoratrici dopo la sentenza del tribunale, che “baratterebbero volentieri il loro risarcimento con la possibilità di avere un’assunzione che le accompagni fino alla pensione”

“Stiamo lavorando affinché questo non si ripeta più - commenta l’assessore al Personale, Benedetta Squittieri - tant’è che avevamo annunciato l’interesse a bandire un concorso già messo in calendario per l’inizio del 2015, ma la legge di stabilità ha imposto, per il 2015 e il 2016, il blocco delle assunzioni agli enti locali nei quali sarà data priorità alla ricollocazione del personale della Provincia. Non è ancora chiaro se il blocco riguarda solo profili professionali di istruttori amministrativi oppure vale anche per il personale infungibile, ovvero che non può essere indifferentemente sostituito, di cui fanno parte anche gli educatori. In quest’ultimo caso sarebbe un problema grosso per il Comune. Stiamo lavorando per risolvere la questione il prima possibile”

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