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Il Creaf diventa hitech e cerca un super gestore

Cristina Orsini
Il cortile interno del Creaf, oggi Polo scientifico tecnologico con la vecchia ciminiera dell'ex lamificio Olmi (foto Batavia)
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Il cortile interno del Creaf, oggi Polo scientifico tecnologico con la vecchia ciminiera dell'ex lamificio Olmi (foto Batavia)

In consiglio provinciale la delibera per il via libera del bando (a marzo) col quale si cercherà il futuro manager del Polo scientifico tecnologico. Citarella, vicepresidente della Provincia: "La politica ora ha fatto quel che doveva, Università e categorie economiche rispondano". Laura Calciolari, amministratore Creaf: "Da giugno entreranno le prime imprese". Video

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PRATO. Il Creaf è morto. Viva il “Polo scientifico tecnologico”. «Non è questione di termini - garantisce il vicepresidente della Provincia Emiliano Citarella - ma di sostanza. «Il polo apre - afferma - e il fatto che non lo sia ancora è un problema da attribuire alla politica». Quella che fu. Perché Citarella assieme al presidente (nonchè sindaco) Matteo Biffoni, alla questione Creaf si è dedicato davvero.

«Di un incubatore di impresa - dice Citarella - Prato ha bisogno come il pane, ci sono aziende già pronte a entrare. E lo erano anche negli anni scorsi. C’è da fare in fretta perché se a Prato non riparte il lavoro allora sì che il problema si fa serio». Qual è la novità? E’ che domani (lunedì 23 febbraio), in consiglio provinciale, verrà portata la delibera  con la quale si dà il via libera al bando per la gestione del polo.

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L’enorme immobile di via Galcianese - l’ex lanificio Marino Olmi - i cui lavori di ristrutturazione sono partiti nel 2005, costato, tra tutto, oltre 22 milioni di euro, “battezzato”, in questi lunghi dieci anni, innumerevoli volte: prima come il Centro di ricerca e alta formazione, poi come la sede del polo di ricerca tessile italo- cinese (fortemente voluto dalla Regione) Textech, poi nel 2012 come possibile prolungamento pratese del polo di Navacchio, infine - e siamo ad oggi- come Polo o parco scientifico e tecnologico, avrà un gestore.

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Creaf, società partecipata da Provincia e Comuni (quello di Prato con l’11%) resterà come è ora solo che darà in gestione «con un bando pubblico - spiega Citarella - del tutto trasparente che sarà pronto entro marzo», tutta l’attività del centro: «Questo significa - spiega il vice presidente della Provincia - che chi entrerà dovrà fare attività di attrazione delle imprese, hitech piuttosto che industriali, dovrà occuparsi della fornitura di servizi e dell’organizzazione di eventi».

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Che vantaggi avrà il gestore? Che potrà contare su un finanziamento di 900.000 euro in tre anni, 300.000 euro l’anno, garantiti dalla Regione. Non pochi ma nemmeno tanti. «Il gestore - continua Citarella - avrà però anche una parte degli affitti che le imprese che entreranno dovranno pagare». Una parte andrà al gestore, un’altra - ancora da definire - andrà alla società Creaf. Un passaggio importante, perché sarà con quei soldi che la società dovrà ripagare i debiti che tutt’ora ha: in primis quei 6 milioni di euro girati a Creaf dalla Provincia che per averli ha chiesto un prestito bancario.

«Certo - ammette Citarella - sono da restituire. Ma noi contiamo di risanare la società nell’arco di tre, quattro anni». Dunque, l’ex Creaf oggi Polo tecnologico, potrebbe aprire presto. Ma i lavori sono finiti? Quasi. «Il loto due (la palazzina più piccola ndr) - prosegue Citarella - è praticamente finita ed è lì che andranno le aziende a vocazione tecnologica, per il lotto uno (grandi capannoni attorno al cortile dell’ex fabbrica ndr) c’è ancora un po’ da fare». Sul fronte degli arredi, soprattutto.

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In questo caso la soluzione viene dalle linee di finanziamento europee sempre attraverso la Regione. Per ultimare arredi e servizi occorre un altro milione 600.000 euro, circa 400mila per gli arredi e il resto per i servizi tecnologici: internet piuttosto che telefono. Contemporaneamente in Provincia con Creaf e Comuni si lavora al piano industriale: «Di quelli veri - afferma Citarella - A questo punto la politica ha fatto quello che doveva fare, ci aspettiamo altrettanto dall’Università soprattutto da quella di Firenze e dalle categorie economiche del distretto. Il Polo tecnologico è una grande opportunità anche per mettere in contatto realtà produttive diverse tra loro. Ci aspettiamo - conclude Citarella - che rispondano alla nostra chiamata».

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D’accordo con il vicepresidente della Provincia, sulle opportunità offerte dal Polo, l’amministratore unico di Creaf Laura Calciolari, secondo la quale «le prime imprese potrebbero occupare gli spazi nel lotto due già a partire da giugno». Calciolari, imprenditrice a sua volta, ha seguito le ultime fasi di messa a punto del parco e non ha dubbi sulla molteplicità di funzioni che la struttura potrà offrire: «Le imprese che entreranno nel parco - afferma - potranno essere le più diverse ma dovranno avere una caratteristica in comune: dedicarsi a innovazione, ricerca sviluppo, alta formazione. Le imprese hitech avranno necessità di spazi minori, quelle industriali, meccaniche per esempio, di ampi spazi che il polo può garantire». «Di questo tipo di centro - conclude Calciolari - Prato ha assolutamente bisogno perché fino a oggi è mancato un luogo dove condividere la ricerca e scambiare conoscenze».

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