Il Tirreno

Prato

Favori ai cinesi, processo ai poliziotti

Favori ai cinesi, processo ai poliziotti

Cinque anni dopo gli arresti è iniziato il dibattimento, ma ci sono oltre cento testimoni e incombe la prescrizione

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PRATO. È iniziato in Tribunale il processo a carico di alcuni poliziotti già in servizio alla Questura di Prato, tra cui l'ex dirigente delle Volanti Fabio Pichierri, accusati a vario titolo di aver fatto favori ai cinesi nell'ambito delle pratiche di concessione dei permessi di soggiorno. Tra gli imputati ci sono anche alcuni cinesi. Nel marzo del 2010 in otto (quattro poliziotti, due carabinieri e due cinesi) finirono agli arresti domiciliari o in carcere. Le indagini furono svolte dagli stessi colleghi degli imputati, in particolare dalla Squadra mobile. Per primo è stato sentito il perito Marco Luise sulle intercettazioni ambientali e telefoniche. Le trascrizioni delle intercettazioni, che dovevano essere depositate il 6 febbraio, sono arrivate in parte solo ieri perché l'interprete cinese è malato e dovrà essere dato un nuovo incarico. Con 120 testimoni già citati, il rischio della prescrizione è molto concreto, se non in primo grado, certamente in appello.

Francesco Nannucci, dirigente della Squadra mobile, ha spiegato che le indagini iniziarono in seguito a una denuncia presentata nel luglio 2008 da un marocchino che segnalava presunte irregolarità all'interno dell'ufficio immigrazione della Questura. In particolare che tutto l'ufficio prendeva mazzette, fatta eccezione per due poliziotti, marito e moglie, che poi sono finiti nella lista degl i imputati. Nel corso delle indagini emerse il coinvolgimento di Dong Bangyun, che avrebbe pagato viaggi in Cina ad alcuni poliziotti.

Partirono una serie di intercettazioni telefoniche e ci fu quasi subito una fuga di notizie. Nannucci convocò un agente nel suo ufficio e apprese che la "talpa" era un poliziotto all'epoca in servizio in Procura. Un’altra fuga di notizie fu scoperta in seguito e molti degli indagati smisero di usare i telefoni cellulari, ma gli accertamenti non si fermarono. Dall'indagine, ha spiegato il capo della Mobile, è emerso che Dong era una figura centrale. Risolveva i problemi dei cinesi che avevano pendenze con la Questura. E che il sovrintendente Michele Passeri aveva una gestione personalistica delle pratiche, fino alla falsificazione delle firme di colleghi. La Mobile accertò anche che spesso venivano portati in Questura bambini cinesi al posto di altri. Nannucci ha citato l'episodio del 17 dicembre 2008, quando una donna cinese si presentò in Questura con il figlio di un'altra. Nannucci ha parlato anche dei video che ritraggono Passeri mentre va a ritirare regali nelle aziende cinesi.

Dong Bangyun era amico di Pichierri, ha detto Nannucci, e cercava di sfruttare questa sua amicizia per i suoi fini. Pichierri, difeso da Manuele Ciappi, ha sempre negato di aver preso soldi dai cinesi, ma di aver solo intrattenuto rapporti di amicizia con Dong per controllare la comunità cinese.

Paolo Nencioni

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