Toscana
Klaus Davi: "La morte del tessile ha un solo colpevole: gli stessi industriali"
Prato, impietoso atto d'accusa dell'esperto di comunicazione che cita come esempio da non seguire Prato "dove gli industriali del distretto anziché investire sulla loro azienda regalarono milioni di euro a convegnisti per organizzare congressi markette"
PRATO. “Sarebbe molto bello se Maria Elena Boschi fosse la testimonial del progetto del museo dell’oro della città di Arezzo, anche se non so se sia un sogno realizzabile. Spero comunque che i numerosi parlamentari toscani del Pd, insieme al Comune, alla Regione e a Confindustria battano un colpo e si facciano sentire”.
Lo ha dichiarato Klaus Davi. “Se fossi un amministratore o un politico interessato alla mia Regione – sottolinea Davi - questa mattina prenderei carta e penna e comincerei a scrivere a tutti quei soggetti potenzialmente interessati a una simile operazione per tentare di coinvolgerli. Dai grandi brand di gioielli alla Fondazione Altagamma, ma anche Pitti, gli Uffizi fino al Ministero dei beni e delle attività culturali. Incredibilmente con l’Expo, la Toscana è completamente scomparsa dall’agenda politica nazionale e trovo che sarebbe un vero crimine permettere che una eccellenza italiana sia lasciata morire. L’esempio da non seguire – conclude l’esperto di comunicazione – è di certo Prato, dove gli industriali del distretto, anziché investire sulla loro azienda, regalarono milioni di euro a convegnisti per organizzare congressi markette sulla piccola media impresa. Direi proprio un grande aiuto, visto che poi è morta defunta. Mi auguro che gli imprenditori aretini non vogliano finire cosi! E allora che si facciano sentire!”. Un atto d'accusa impietoso da parte di Davi che, tra l'altro, nel 2005 lavorò per conto di Prato Expo.
"Nel 2000, con l’occasione straordinaria del Pontefice che indossava per la notte del Giubileo il manto papale, c’era una formidabile piattaforma per un lancio a livello mondiale del marchio Made in Prato. Una occasione mediatica unica. Che però, dai mammasantissima del tessuto, non fu sfruttata inspiegabilmente. La morte dell’industria del tessile a Prato ha un solo colpevole: gli industriali stessi”.
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