Il dolore
Soccorso, sequestrate le carte del raddoppio
Prato, la Corte dei Conti vuole capire se sono stati sprecati soldi pubblici nel balletto politico tra l’ipotesi del sottopasso e quella del sovrappasso
PRATO. La Corte dei Conti vuole capire se a Prato si buttano via soldi pubblici nell’attesa di decidere se il raddoppio di viale Leonardo da Vinci si debba fare con un sovrappasso, come voleva il centrodestra, o con un sottopasso, come vuole il centrosinistra.
E’ questo il senso di una visita compiuta in Comune dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria che nei giorni scorsi hanno sequestrato tutto l’incartamento relativo al raddoppio della Declassata.
Dal naturale riserbo delle indagini trapela qualche particolare. Intanto si è saputo che i finanzieri sono andati in Comune su incarico della Procura presso la Corte dei Conti. E poi che il mandato iniziale riguardava l’affidamento alla società Iride dello studio di impatto ambientale dell’opera. Ma i militari hanno chiesto anche molto altro, praticamente tutti i documenti prodotti dalle diverse amministrazioni, fino alla delibera della nuova giunta Biffoni che blocca i lavori, e lo studio di fattibilità per l’interramento della Declassata, che costerà molto più del viadotto.
L’iniziativa della Corte dei Conti potrebbe essere la conseguenza di un esposto all’Autorità di vigilanza sugli appalti presentato nell’ottobre del 2013 dal gruppo consiliare del Partito democratico, all’epoca all’opposizione, contro il progetto di raddoppio. Nell’esposto si contestava la decisione di procedere subito ai lavori d’urgenza e si sosteneva che la giunta Cenni avesse sottostimato gli importi per consentire che il progettista dell’intervento e il responsabile unico del procedimento potessero essere una sola persona, nel caso in questione un dirigente comunale.
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Inoltre si criticava il fatto che si cominciassero i lavori per un’opera che non era stata ancora finanziata dallo Stato.
La giunta Cenni ha tirato dritto, e prima di finire il proprio mandato ha dato il via libera ai lavori per la costruzione delle rampe esterne, contestati da un comitato di residenti. Quei lavori sono costati già 600.000 euro di soldi pubblici e nel caso venisse invece realizzato un sottopasso, sarebbero stati del tutto inutili.
Sono stati sprecati soldi pubblici? E se sì, chi li ha sprecati? Sono le domande a cui dovrà rispondere la Procura della Corte dei Conti dopo aver letto la mole di documenti che sono stati sequestrati.
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