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Prato

Il prefetto chiede aiuto ai cittadini

Il prefetto chiede aiuto ai cittadini

Maria Laura Simonetti: «Sono i nostri guardiani sul territorio. Noi preoccupati per i furti, ma il sistema sta tenendo»

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PRATO. Il numero dei reati è stabile, ma l’allarme sociale aumenta. Com’è possibile? Il prefetto Maria Laura Simonetti si rigira tra le mani i fogli delle statistiche e dà la sua risposta: «Il fatto è che il totale dei reati registrati nel 2013 in provincia di Prato è stato di 12.520 e nel 2014 ci siamo fermati a 12.420, ma l’allarme aumenta perché aumentano i reati contro il patrimonio, in particolare i furti nelle abitazioni e i furti sulle auto in sosta. E’ una cosa che ci preoccupa e sulla quale stiamo lavorando, ma possiamo dire che il sistema della sicurezza a Prato sta tenendo». Il prefetto Simonetti è seduta accanto al questore Filippo Cerulo, entrambi impegnati a capire perché negli ultimi giorni si stiano moltiplilcando furti, “spaccate” notturne ai danni di negozi e rapine. «Non vogliamo nasconderci dietro a un dito - dice il prefetto - C’è una recrudescenza di questi fenomeni, ma contiamo di riuscire farle fronte, anche con l’aiuto dei cittadini, che devono essere i nostri guardiani sul territorio, visto che noi non possiamo essere dappertutto».

I numeri sono impietosi. A fronte di 6.160 furti nel 2013, sono stati 6.683 quelli nel 2014, di cui 1.171 nelle abitazioni (più di tre al giorno) e 1.588 sulle auto in sosta.

La Prefettura punta sul controllo del territorio per dare una risposta alle lamentele della cittadinanza. In una delle ultime riunioni del Comitato per l’ordine pubblico è stata fatta una ripartizione delle zone da tenere d’occhio, che prevede tra l’altro un presidio dei carabinieri in piazza Mercatale (23 servizi nell’ultimo mese) e uno della polizia municipale in via Pier Cironi, mentre la Finanza darà un occhio in più ai negozi. A gennaio e febbraio, spiega il prefetto, sono stati controllati 3.147 mezzi e identificate 7.127 persone (con 65 arresti e 411 denunce). «Ma il dato che più mi colpisce - aggiunge Maria Laura Simonetti - sono i 72 tentativi di furto sventati. Significa che la prevenzione un po’ funziona». Le note positive sono rappresentate dal calo dei danneggiamenti e dello sfruttamento della prostituzione, mentre aumentano gli accompagnamenti dei clandestini ai centri di identificazione (62 nel 2014).

Il questore Cerulo è d’accordo con quello che ha detto il procuratore Antonio Sangermano (più rigore nella risposta repressiva) e ricorda che spesso a Prato viene il Reparto prevenzione crimine di Firenze e il Battaglione dei carabinieri. «Chi sono quelli che vanno a rubare di notte? Qualche idea l’abbiamo, sono in corso indagini coperte da segreto. Quello che posso assicurare è che facciamo un grande sforzo, insieme alle altre forze dell’ordine, col sostegno della magistratura e dei nostri sindacati. I risultati arriveranno».

Sulla possibilità che la Questura di Prato passi da terza a seconda fascia nessuno si sbilancia. «La richiesta l’abbiamo fatta - dice il prefetto - Ora non dipende da noi».

Lo spostamento della tipologia di reati verso quelli contro il patrimonio viene confermato dal vicequestore Carlo Pasquariello. «Stanno diminuendo gli “specialisti” in certi particolari tipi di furto - spiega - Sempre più spesso ci sono soggetti in grado di fare un furto in casa ma anche la “spaccata” nel negozio. Inoltre possiamo dire che non c’è una zona più colpita di altre. E questo rende la prevenzione ancora più difficile».

Paolo Nencioni

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