Gioco
L'assedio dei parcheggiatori abusivi in piazza del Mercato Nuovo
Dal parcheggio di piazza Mercatale a quello davanti al mercato, il lunedì mattina i parcheggiatori abusivi si spostano in cerca di nuovi “clienti”
PRATO. Dal parcheggio di piazza Mercatale a quello davanti al mercato, il lunedì mattina i parcheggiatori abusivi si spostano in cerca di nuovi “clienti”. La modalità resta comunque la stessa: una quindicina di africani che si sbracciano per indicarti il posto libero, poi si avvicinano cercando di vendere un biglietto per il parcheggio, qualcuno davanti ad un rifiuto reagisce male, altri capiscono l'antifona e si allontanano. Più difficile liberarsi se si è donna, capita di essere seguita e tampinata con mille domande del tipo “dove vai? Mi dai i soldi? Quando torni?”. I parcheggiatori hanno una ventina di anni e cercando di sbarcare il lunario in questo modo.
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«Sono a Prato da diversi anni – spiega uno di loro – non trovo lavoro così piuttosto che andare a spacciare cerco di racimolare qualche soldo nel parcheggio. Poca roba, in media sette euro al giorno. Il lunedì sono in viale Galilei gli altri giorni in piazza Mercatale o davanti alla Coop di via Bologna». Alcuni cercano anche di vendere ombrelli, accendini, addirittura schede del telefono di una compagnia assolutamente sconosciuta. «Non sono arrabbiata con questa gente – spiega una signora – una volta arrivati in Italia in qualche modo devono mangiare anche loro, sono indignata con le istituzioni che non fanno nulla per risolvere questo problema». Intanto però una pattuglia dei vigili urbani arriva nel parcheggio e improvvisamente i parcheggiatori si bloccano, non si muovono più. Un’altra entra nel controviale davanti alla fermata dell’autobus, nel corridoio dove il lunedì mattina vengono esposte le merci dei venditori abusivi.
La coppia di vigili urbani resta a presidiare il corridoio per buona parte della mattinata, ma poco più in su all’altezza dell’ostello per gli studenti, altri hanno già allestito i “banchi” per la vendita illegale di borse e giacconi. «Più che i parcheggiatori – dice Angela Grassi – mi infastidiscono i venditori: appena passi ti strattonano e cercano di bloccarti il passo per farti vedere quello che vendono». Non tutti però sono tolleranti verso i parcheggiatori. «Non ne posso più – spiega Agata Sangiovanni – ormai ho deciso di venire in bicicletta, quando vengo in macchina avverto una limitazione della mia libertà: voglio parcheggiare dove mi pare e soprattutto decidere se fare l'elemosina oppure no. Purtroppo se non lascio qualche spicciolo mi trovo la macchina graffiata».
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