Proteste
Giustizia lenta e negoziante in difficoltà
Il titolare di un negozio di articoli sportivi accusa il proprietario dell'ex sede della sua attività di aver indebitamente trattenuto il deposito cauzionale e di averlo truffato facendogli pagare il cinquanta per cento di una polizza assicurativa che in realtà non copriva i danni alle merci
PRATO. Appropriazione indebita del deposito cauzionale e truffa per aver riscosso il cinquanta per cento di una polizza assicurativa che in realtà non sarebbe stata mai sottoscritta per coprire i danni della merce contenuta nel fondo.
E’ uno di quei casi che nell’organizzazione della Giustizia anglosassone verrebbe risolta in quattro e quattr’otto. E forse lo sarebbe anche in Italia se le due parti acconsentissero a mettere la vicenda in mano ad un giudice di Pace o all’arbitrato camerale. Ed invece una delle due parti sicuramente non vuole e allora si entra nelle maglie della giustizia ordinaria, o meglio, dell’ingiustizia ordinaria – come tiene a sottolineare il titolare di un negozio di articoli sportivi di Prato che si sente derubato e truffato dal proprietario dell’immobile in cui fino a un anno fa aveva sede la propria attività di vendita. Ha chiesto di essere ascoltato dal magistrato che ha in mano la sua querela, vorrebbe che il procedimento andasse avanti spedito per ottenere ciò che ritiene gli spetti, ma i tempi si allungano e le difficoltà economiche si aggravano col rischio che vadano ad incidere sulla stessa esistenza dell’attività commerciale.
“Nel luglio del 2013 – racconta il querelante che chiede, per ora, l’anonimato – Il fondo commerciale che avevo in via Orvieto si è allagato a causa delle fosse biologiche non svuotate. Ho subito notevoli danni alla merce che avevo nel locale che per diversi giorni è stato inutilizzabile. E’ stato in quella occasione che ho scoperto che né il condominio né il mio fondo non era assicurato per i danni alle merci, quindi mi è sempre stato chiesto indebitamente di pagare il 50% di una polizza inesistente. Quando ho quindi deciso di traslocare in un altro fondo mi sono trovato anche nell’impossibilità di riavere il deposito cauzionale che è nettamente superiore anche agli ultimi canoni di affitto non pagati, e quindi anche facendo una compensazione avrei diritto ad una differenza. Chiedo giustizia, chiedo di essere ascoltato e di avere ciò che mi è dovuto ed invece la mia querela deve essere finita in fondo ad un cassetto”.
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