Italia
Aziende cinesi irregolari Prato peggio di Firenze
PRATO. A Firenze sono state trovate irregolarità nel 54% delle aziende cinesi controllate dai tecnici della prevenzione, mentre a Prato la percentuale sale all’80% e a Empoli si attesta sul 68%....
PRATO. A Firenze sono state trovate irregolarità nel 54% delle aziende cinesi controllate dai tecnici della prevenzione, mentre a Prato la percentuale sale all’80% e a Empoli si attesta sul 68%. Questi i dati diffusi dalla Confartigianato di Firenze, la cui presidente Gianna Scatizzi parla di «una Caporetto per il sistema di legalità del territorio». Le cause più frequenti di irregolarità sono relative alla mancata sicurezza di macchinari ed impianti elettrici (insieme, quasi il 70%). Seguono dormitori (14%) e cucine abusive (8%) e presenza di bombole a gas (4%).
I risultati degli accertamenti svolti fino a dicembre, si spiega in una nota, sono stati presentati agli operatori del settore. La campagna, si ricorda, finanziata dalla Regione e svolta in collaborazione con Asl, Enti locali, magistratura e forze dell'ordine, dal 2014 al 2016 mira a controllare tutte le 7.700 imprese cinesi manifatturiere censite su Prato e l'area vasta Firenze-Empoli-Pistoia, attive soprattutto nei settori abbigliamento, pelletteria e mobile. Il basso numero di imprese controllate in provincia di Pistoia, 31, non consente invece di delineare trend precisi per l'area, che, al momento, registra comunque la presenza di imprese non a norma nel 52% dei casi. A preoccupare Confartigianato anche l'elevato numero di aziende cinesi che, al momento dei controlli, sono risultate chiuse (142, il 13% dei controlli in programma). «La tendenza delle imprese cinesi ad aprire e chiudere a ritmo vorticoso - osserva Scatizzi - vanifica molti degli sforzi profusi per garantire sicurezza lavorativa e regolarità fiscale. In base ai dati di Unioncamere relativi al periodo 2011-2013, quasi un'impresa su tre ha cessato l'attività entro i primi due anni dall'iscrizione: più che mai necessario individuare correttivi a tale fenomeno, anche sul piano delle norme e dei regolamenti».
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