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Prato

Troppe liti in condominio Il Comune chiede aiuto

Troppe liti in condominio Il Comune chiede aiuto

Siglato un patto con gli amministratori: insieme alla polizia municipale e all’Asl si riuniranno una volta al mese per affrontare le situazioni più scottanti

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PRATO. Sono decine gli esposti che arrivano ogni mese alla polizia municipale tramite i canali più disparati, quasi tutti legati a conflitti condominiali: dall’utilizzo scorretto di aree comuni (garage o giardini) all’abuso edilizio, fino al sovraffollamento degli inquilini negli appartamenti e alla convivenza con individui di etnia diversa. Per una gestione più efficace dell’attività di intervento e tenere sotto controllo la situazione, ieri in palazzo comunale è stato sottoscritto un protocollo di intesa tra il Comune di Prato e la sezione provinciale dell’Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari (Anaci).

Erano presenti per la firma il sindaco Matteo Biffoni, il comandante della polizia municipale Andrea Pasquinelli e il presidente dell’Anaci provinciale, Francesco Bulletti.

L’accordo prevede l’istituzione di un tavolo permanente, dove trattare le numerose segnalazioni provenienti da polizia municipale e Anaci. Si riunirà una volta al mese e vi parteciperà, come ospite invitato dai firmatari del protocollo, anche il responsabile del dipartimento di Igiene e sanità dell’Asl 4 .

«Siamo i primi in Toscana e fra i primi in Italia ad aver adottato questo protocollo, che rappresenta un passo in avanti rispetto al tema del controllo del territorio e della gestione dei conflitti - dichiara il sindaco - Si tratta di un’iniziativa importante ai fini della ricezione e condivisione delle segnalazioni, che consentirà di dare più efficacia e intensità all’azione della polizia municipale anche perché, in seguito alla stretta del controllo sugli opifici gestiti da cinesi, c’è la possibilità che il sovraffollamento si sposti nelle abitazioni private».

Il tavolo infatti svolgerà un ruolo di filtro delle segnalazioni, degli esposti e reclami, ordinandoli secondo un criterio di priorità. Le parti stabiliranno di volta in volta, in base all’accordo di collaborazione e alle proprie competenze, come intervenire per risolvere le criticità e favorire una convivenza pacifica tra condomini.

«Servirà a fare uno screening delle problematiche spesso disperse nei mille rivoli della burocrazia, a mettere sotto controllo le situazioni più a rischio e, soprattutto, a concentrare l’attività dove effettivamente serve - spiega Pasquinelli - Soltanto alla polizia municipale arrivano decine di esposti ogni mese che riguardano problemi di vario genere, ad esempio: modifiche alle strutture dei locali, uso non appropriato degli spazi condominiali, sovraffollamento delle abitazioni e svolgimento dell’attività produttiva negli appartamenti. Il tavolo servirà a circostanziare gli interventi».

«Mi auguro e auspico - aggiunge Bulletti - che interventi più mirati possano portare a un lavoro più razionale e selettivo, oltre che a un risparmio delle risorse».

Barbara Burzi

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