Finanza
L’apocalisse comica della “Serra” di Pinter
Incontro al Metastasio con il regista Marco Plini e gli attori della compagnia «È uno spettacolo dove si ride ma che riserva un finale tragico»
PRATO. «Un testo adeguato alla nostra epoca ed anomalo nel panorama pinteriano per il modo in cui è stato scritto». Parole di Marco Plini che cura la regia de “La serra” di Harold Pinter che va in scena al Metastasio dall’11 fino al 22 febbraio. Una nuova coproduzione del Met con Emilia Romagna Teatro Fondazione e che vede sul palco gli attori della compagnia dello Stabile pratese e di alcuni di Emilia Romagna Teatro Fondazione e che sono Mauro Malinverno, Valentina Banci, Luca Mammoli, Fabio Mascagni, Giusto Cucchiarini, Francesco Borchi ed Elisa Cecilia Langone.
«Il testo, scritto da Pinter nel 1958 ma ripreso solo nel 1980, tratta dei meccanismi del potere, che sono attualissimi – spiega il regista – dove il fine era quello di realizzarsi. Il protagonista de ‘La serra’ confonde l’identità col potere e diventa comico, anzi tragicomico perché lo spettacolo si chiude con la morte». Plini aveva già avuto modo di lavorare con la Compagnia del Met e dice come il connubio fra questa e la compagnia emiliana funzioni in maniera speciale. Il regista decide di mettere in scena “La serra” dieci anni fa, dopo l’allestimento di “Purificati” di Sarah Kane per la Biennale di Venezia: «Un testo apocalittico – puntualizza il regista – che non lasciava speranza, così mi sembrava che il giusto approdo di quell’avventura fosse Pinter e questa straordinaria apocalisse comica rappresenta da ‘La serra’. E’ uno spettacolo dove si ride – aggiunge – anche se c’è una parte tragica». Per Valentina Banci siamo davanti ad un Pinter anomalo, sorprendente. «Già la scrittura rende il testo particolare – spiega l’attrice - e la regia di Marco Plini sottolinea la farsa grottesca». Infatti, l’autore sceglie un testo pensato come degli sketch che rendono il tutto comicamente surreale. Mauro Malinverno interpreta Roote: «Un capo che non sa fare il capo – dice – e che è capriccioso. Avvengono alcune cose in un giorno che lo destabilizzano fino a portarlo ad un’isteria paranoica. E’ un crescendo che lo distrugge nella sua essenza e nella sua fragilità». Il regista ha ambientato “La serra” all’interno di un cubo che rappresenta al tempo stesso il luogo del potere ma anche quello dove rifugiarsi. «Ci sono delle drammaturgie caratteristiche che resistono al tempo – spiega Fabio Mascagni che interpreta Lush – La gente raccontata da Pinter è rimasta tale, anche se al momento della stesura del testo non esisteva la legge Basaglia. Si suppone, infatti, che la scena sia ambientata in un ospedale psichiatrico, ma non negli spazi dove ci sono i malati bensì al piano di sopra – sottolinea l’attore – il piano dove si prendono le decisioni e dove si impartiscono ordini».
Azelio Biagioni
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