Il Tirreno

Prato

Gas, le bollette a rischio aumento

di Cristina Orsini
Gas, le bollette a rischio aumento

Cosa cambia e cosa resta immutato con l’ingresso di Toscana Energia. Vertici a Prato e Firenze per creare una multiutility

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PRATO. La distribuzione del gas nelle case dei pratesi tra qualche tempo - non poco, probabilmente - sarà un problema della fiorentina-pisana Toscana Energia. E Consiag-Estra (dal 2010) dopo quaranta anni esatti di servizio, sarà messo da parte. Tutto questo dopo la sentenza del Consiglio di Stato (secondo grado della giustizia amministrativa) che nella lunga e sanguinosa “guerra del gas” tra il Comune (amministrazione Cenni) e azienda ha dato ragione ai primi sull’opportunità di una gara che coinvolgesse solo il comune di Prato confermando inoltre - pochi giorni fa - la vittoria di Toscana Energia che si è aggiudicata la gara (e successivo ricorso di Estra).

Cosa cambierà per le decine di migliaia gli utenti di Estra Energia che passeranno sotto la gestione Toscana Energia (il mercato è libero e ogni utente potrà rivolgersi alla società di distribuzione che preferisce)? Proprio nulla. Continueranno a ricevere le fatture per il consumo del gas dalla stessa Estra Energia che manterrà la bollettazione dei consumi anche se il gestore cambierà. «La società di distribuzione - fanno sapere da Estra spa - non ha nulla a che vedere con la società di vendita, quindi per il consumatore finale non cambierà nulla». E’ cambiato, invece, qualcosa per Estra spa che su decisione dell’autority per l’energia il gas e l’acqua, ha dovuto modificare il nome alla società di distribuzione Estra Reti gas (che rifornisce le aree di Arezzo, Siena, Grosseto, la provincia di Prato e i comuni di Agliana, Montale, Sesto Fiorentino, Calenzano, Scandicci, Signa e Campi Bisenzio) che oggi si chiama Centria. «Questo perché, secondo l’autority - spiega Estra - non possono avere nomi simili le società che distribuiscono e vendono gas».

Ma sul fronte dell’importo delle bollette, il passaggio a Toscana Energia comporterà aggravi? «Faremo in modo - risponde il sindaco di Prato Matteo Biffoni - che questo non accada». Sulla carta, riscaldamento e acqua calda, non dovrebbero costare più di ora. Toscana Energia - come da bando - dovrà consegnare 18 milioni “una tantum” al Comune, dovrà anche sborsare 90 milioni da consegnare a Estra per acquisire la rete dei tubi nei quali passa il gas sul territorio di Prato, ma dovrà fare per anche di più: dovrà farsi carico di “dividere” il reticolo di tubi di Estra così da poter calcolare con precisione quanto gas passi nella porzione di tubi che diventerà di proprietà di Toscana Energia. Un lavoro non di poco conto che avrà un costo vivo tra i 10 e i 12 milioni di euro a carico del nuovo gestore. La rete di tubi Estra è unica: copre Prato, i sette comuni della provincia e raggiunge i comuni limitrofi nel pistoiese e fiorentino: bisognerà sezionarla e per farlo si dovranno modificare con accorgimenti tecnici 23 punti di interconnessione. Il rischio è che Toscana Energia possa decidere di spalmare il costo del sezionamento delle rete - in questa fase sono in corso riunione tecniche tra Estra e Toscana Energia per capire come fare - sulle bollette. «Ma vigileremo affinché - ribadisce Biffoni - questo non accada».

In realtà la partita Estra–Toscana Energia è molto più ampia e più complessa. E non riguarda di certo questione tecniche ma politiche. A partire da gennaio a Prato e Firenze sono state convocate una serie di riunioni alle quali hanno partecipato, in prevalenza, gli attori pubblici delle società del gas (Estra al 100 per 100 pubblica, Toscana Energia al 51% in mano al pubblica, per il 49 di Snam , socio privato) per cominciare a discutere sulla necessità di creare una multiutility toscana che superi il frazionamento attuale e abbia una struttura tale da mettere al riparo la regione dagli appetiti delle grandi società - l’emiliana Hera in primis e molte straniere - che hanno avviato processi di fusione già da molti anni fornendo servizi non solo sul fronte del gas, ma anche quello dei rifiuti e dell’acqua. Una questione seguita in prima persona dal sindaco Biffoni. Assolutamente prematuro parlare di nuovi assetti societari tra Estra e Toscana Energia, perché il confronto è ancora “alto”ma certamente in queste settimana è iniziato un processo di avvicinamento. «C’è la volontà politica di costruire un soggetto toscano - afferma Biffoni - in grado di gestire i servizi pubblici in maniera razionale e strutturata».

Solo un primo passo che però potrebbe avere sviluppi importanti. Non si parla di tempi, anche se alla fine di quest’anno sono in calendario le gare del gas d’ambito con Prato stazione appaltante. L’obiettivo è arrivare a quell’ appuntamento almeno con le idee chiare.

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