Sicurezza
Un’area espositiva che riunisca Prato
E’ la proposta di Francesco Bellucci per Premiere Vision. D’accordo anche i “senior” del tessile
PRATO. L’imprenditore Francesco Bellucci, alla guida del lanificio di famiglia da Parigi dove si trova per Première vision, la fiera tessile più importante a livello europeo, lancia una proposta: «Perché all’interno del salone non prevedere un’area espositiva che riunisca le aziende pratesi?».
Bellucci pensa a un padiglione dedicato agli espositori della città laniera. Alla base, la voglia di tornare a fare squadra, ai tempi in cui le aziende del distretto si presentavano ai saloni in Italia e all’estero riuniti sotto un’unica insegna, che ne identificava la provenienza. «Qui a Parigi - spiega - sarebbe utile riunire le aziende pratesi in un padiglione unico, nel quale non solo sarebbero vicine fisicamente, ma collocate in uno spazio ben delineato e riconoscibile dalla colorazione e l’allestimento».
E poi aggiunge: «E’ un’idea che mi è venuta camminando per i corridoi del salone, dove una cosa del genere è stata pensata per la sezione filati. E qui mi rivolgo agli organizzatori e ai vertici dell’Unione industriale: «Invece di lavorare a progetti per esportare le fiere a Dubai o negli Stati Uniti sarebbe meglio impegnarsi per creare una fiera “Prato” nella fiera». Detto ciò, Bellucci sa bene che comunque vada, i pratesi hanno una marcia in più quando si tratta di distinguersi in mezzo a tanti. E questa, forse, è stata sempre la loro salvezza. «Chi vuole visitarci, ci trova. Del resto - ribadisce il presidente del lanificio Bellucci - chi viene qui per la creatività, deve venire dai pratesi».
La proposta lanciata dal giovane imprenditore non dispiace nemmeno ai colleghi “senior”. A cominciare da Mario Maselli di Emmetex , che però appare un po’ disincantato rispetto alla possibilità di riuscire a organizzare un padiglione di pratesi all’interno di Première vision. “Non ce lo faranno mai fare”, sostiene Maselli. «E’ una richiesta che viene fatta da anni, dai tempi in cui facevo parte del comitato organizzativo della fiera, ma mi sono sempre trovato in minoranza a sostenere questa tesi - spiega - all’inizio pensavo ci venisse negata per paura di rafforzare troppo le aziende pratesi rispetto alle altre, in seguito, a prendere il sopravvento, penso siano state ragioni di tipo organizzativo legate alla suddivisione delle aree espositive per settori merceologici».
Tra gli stand, dunque, non si parla solo di collezioni. Ma proprio perché quella di Parigi, con una presenza di oltre un centinaio di aziende, continua a essere un appuntamento imprescindibile per chi lavora molto con l’estero, gli imprenditori ci tengono che vada tutto nel migliore dei modi. Una pecca di questa edizione, dedicata ai tessuti della primavera-estate 2016, è proprio la sua collocazione temporale. A farlo notare, Franco Miliotti dell’azienda Milior: «Non so chi abbia scelto le date, ma peggio di così non poteva andare». «Quest’edizione cade proprio in concomitanza con la New York market week e il Capodanno cinese - aggiunge il direttore dell’azienda Alessandro Bresci - due eventi che hanno tenuto lontano i clienti di questi paesi,la cui assenza rappresenta una grave perdita per le aziende tessili pratesi che si sobbarcano costi sostenuti per venire qui. Per fare le cose perbene sarebbe bastato posticiparla di una settimana».
«Nessuno vuol rinunciare a Premièr vision - dichiara Franco Miliotti – si chiede solo di fare un po’ più di attenzione. Posticipare le date di una settimana avrebbe anche permesso ai nostri clienti di riposare un po’ tra una fiera e l’altra dopo Monaco e Milano. A parte questo, l’edizione è partita un po’ a rilento a causa di un disguido all’ingresso che ha creato coda e qualche disagio, poi però, nel corso della giornata i visitatori hanno iniziato a defluire. Anche senza uno spazio dedicato, sarebbe meglio mantenere sempre la stessa posizione invece di cambiarla ogni anno perché questo aiuterebbe molto i clienti che vengono a visitarci ». «Sarà per la collocazione al padiglione 6, quello più lontano di tutti, ma quest’anno - fa notare Maselli – c’è voluto un po’ più di tempo ai nostri clienti per arrivare allo stand. Due le “debacle” di questa edizione: Stati Uniti e Cina. I primi, bloccati alla fashion week; gli altri, impegnati con i festeggiamenti del Capodanno» .
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