Il Tirreno

Prato

Scuola, messaggio Whatsapp sulla riforma

Scuola, messaggio Whatsapp sulla riforma

Comunicazione allarmistica ricevuta da decine di insegnanti. La perplessità di Tempestini (Cisl)

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PRATO. Il mittente è ignoto, ma in compenso il testo è molto chiaro. Ha destato una certa curiosità e apprensione il messaggio che domenica 8 febbraio è arrivato tramite l'applicazione Whatsapp a decine di cellulari di insegnanti pratesi. Una comunicazione molto lunga e articolata che faceva riferimento al progetto di riforma del governo Renzi "La buona scuola", di prossima approvazione e metteva in guardia sui rischi che questa manovra può portare ai docenti, alla loro retribuzione nonché agli scatti stipendiali.

Il messaggio ha iniziato a circolare nella mattinata di domenica e invitava a seguire l'inchiesta dedicata alla scuola trasmessa poi in serata dalla trasmissione di Rai 3, "Presa diretta". L'elemento insolito è stato il tono allarmistico con cui sono stati sottolineati alcuni temi "caldi", che stanno a cuore agli insegnanti, che conoscono bene da vicino la situazione didattica italiana. «La situazione è abominevole! Rivoluzione!!! Stanno finalmente riuscendo a sferzare il colpo mortale alla scuola pubblica italiana e come al solito per la nostra indifferenza l'avranno vinta! - scrive il mittente anonimo all'inizio del messaggio e poi prosegue - Una fra tutte: istituiranno un sistema meritocratico, che sostituirà gli scatti di anzianità, basato su crediti acquisiti con corsi di formazione o attività svolte a scuola attraverso le quali lo Stato avrà il suo tornaconto! Peraltro non avranno diritto triennale tutti coloro che avranno maturato anche con sacrificio i crediti ma solo il 66% degli aventi diritto con criteri di selezione attualmente poco chiari!!! Tipo lotteria! . Praticamente non esiste più il contratto collettivo nazionale di lavoro che tanto ormai non viene rinnovato dal 2009!!! ". Il testo termina con un invito a tutti i cittadini a leggere a fondo il testo della riforma e a non farsi convincere del contrario di tutte le informazioni che vi sono raccolte: "Solo x dirvi quanto il sistema è marcio, nel referendum sulla Buona Scuola si evince il reddito annuo dei docenti: 33.000 euro!!!! Ma solo in piccolissimo è scritto che si tratta del reddito al lordo dello Stato, cioè è quello che noi costiamo allo Stato ma non si specifica che poi una grande fetta di questo torna allo Stato con tutte le tasse e i contributi che paghiamo!!! Immaginate la faccia del cittadino medio che legge che noi docenti percepiamo 33mila euro annui e non lavoriamo a Pasqua, Natale e luglio e poi ci lamentiamo!!!».

Anna Stella Tempestini della Cisl scuola di Prato prende le distanze dalla comunicazione e si dice preoccupata: «Sono perplessa su ciò che è stato fatto circolare e non mi piace che questo non sia stato firmato. Noto che c'è tanta rabbia in giro e c'è la voglia di capovolgere la situazione attuale. Questo però non ci aiuta, occorre sedersi intorno ad un tavolo e costruire qualcosa di reale, serve certezza e chiarezza intorno al mondo della scuola».

Martina Altigeri

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