Il dolore
Contro droga e risse si fa festa in strada in via Pier Cironi
Giochi, merenda e cena organizzati da “Recuperiamoci” Massenzi: «Perché qui la domenica è terra di nessuno»
PRATO. Una domenica in strada in via Pier Cironi a giocare, far merenda, cenare e ascoltare musica «perché qui, quando è festa diventa terra di nessuno. Se durante la settimana la sorveglianza c'è, di domenica le divise spariscono». Parola di Paolo Massenzi, fondatore di “Recuperiamoci”, tra la bottega bric a brac e il laboratorio artigiano, con orto nel cortiletto posteriore, che ormai da anni organizza eventi, appuntamenti, incontri, serate per tenere alta l’attenzione su una delle strade più difficili del centro storico (il cuore del cosiddetto “triangolo nigeriano” con spaccio, risse, ubriachi, blitz della polizia municipale e interventi delle forze dell’ordine) e nello stesso tempo dare qualche ora di sollievo a chi in via Pier Cironi abita: se c’è festa lo spaccio si sposta un po’ più in là. Come si dice: quello sociale è il miglior controllo.
Dunque festa sia in via Cironi, con mercatino vintage – commessa Valentina Martini che ha scelto i passare la domenica dando una mano ai ragazzi di Recuperiamoci - un torneo di biliardino tra alcuni giovani nigeriani, la bio merenda (miele, pane eccetera) e per concludere una cena di autofinanziamento «con matriciana e carbonara – spiega Massenzi – perché buona parte dei sette prenotati vengono da Roma».
Ma il fatto è che “Recuperiamoci” fa fatica a trovare i fondi per tenere in piedi bottega, attività (dà anche lavoro ad alcuni ex detenuti) e sporadicamente le feste in strada. «Beh, oggi – attacca Massenzi – in cassa ci sono trenta euro perché abbiamo avuto due nuove iscrizioni (150 complessivamente ndr). Qualcosa ci arriverà, ma chissà quando, dalla Regione perché siamo arrivati quarti al “Progetto Prato" con alcune proposte su come rivitalizzare il centro storico. Ma è difficile riuscire a trovare un po’ di soldi per gestire tutto questo”. “Recuperiamoci” lavora parecchio con gli sgomberi: «Abbiamo fatto quello del Doors - continua Massenzi - quello della ex cooperativa Cui (invalidi) e il Fabbricone, portando via tre camion di roba. Parte della roba la rimetteremo a posto per venderla. Così ci manteniamo». Soldi che Recuperiamoci reinveste nell’attività di laboratorio. Per esempio c’è da curare l’orto che viene coltivato in un piccolo cortile interno sul retro della bottega e che è affidato a Graziano Lari, un pensionato e a Gianluca Buttinelli, un ragazzo con una specializzazione in eco design. Presto – questa è l’intenzione – inizieranno anche corsi di pittura affidati alla pittrice pratese Cristina Tronci che tela, cavalletto e pennelli si è messa a dipingere in strada, forse per attirare qualche curioso. Che però restano pochi. «Il pomeriggio è lungo» dice Massenzi ma lo “struscio” fitto fitto di via Garibaldi la domenica, una strada distante solo poche decine di metri, resta un sogno per via Cironi.
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