Sicurezza
Adescamento on line, quattro casi anche a Prato
Nasce in città Oso, un osservatorio per combattere i pericoli e le insidie che nascono in rete. Ecco di cosa si tratta
PRATO. Combattere le insidie e i pericoli che si nascondono nella rete con un monitoraggio attento e la diffusione di una cultura all’utilizzo responsabile di internet e dei social. E’ questo lo scopo principale di Oso, l’osservatorio per la promozione della sicurezza on line nato a Prato da un’iniziativa di un gruppo di professionisti, rappresentanti della società civile, e associazioni (Avis, Liberi Sognatori, Adhara, Socrem, Pubblica Assistenza e Lidu Toscana) del territorio, che si sono messi insieme per mettere i bastoni tra le ruote a chi usa internet in maniera negativa.
Ne è nato un portale, che sarà presto attivo all’indirizzo www.iooso.it, dietro il quale opera un’equipe di professionisti (tra cui Francesco Pagnini, psicoterapeuta; Francesco Brizzi, criminologo; Sara Nepi, psicoterapeuta; Elena Grassi pediatra; e Giovanni Fazzi, psicoterapeuta) coadiuvata da un gruppo di volontari, che faranno da “sentinelle del web”. L’osservatorio avrà sede in via Santa Trinita 84 con orari di apertura al pubblico che saranno comunicati non appena l’attività andrà a regime. Funzionerà come un vero e proprio sportello, a cui adulti e minori, potranno rivolgersi per chiedere consigli e fare segnalazioni. Intanto sono attivi un numero di cellulare contattabile tramite telefono, sms, whatsapp e viber, e un indirizzo email: ioosoonline@hotmail.com.
«L’informazione e l’educazione sono gli unici mezzi per apprendere una cultura del web più sicura - spiega Francesco Mugnaioni, presidente di Oso - Non vogliamo attaccare internet, ma far capire a tutti che nella rete si nascondono anche dei pericoli, soprattutto per i più piccoli(dal cyberbullismo a casi di pedofilia). A marzo, proprio in questa sede, partiremo con una ricerca sull’adescamento on line di minori, con l’intento di buttare giù dei profili con cui i malintenzionati si presentano in rete cercando di far cadere in trappola le potenziali vittime». Si sa, ad esempio, come riferito dal criminologo Brizzi, che a Prato, nell’ultimo anno, sono scattate 4 denunce per pedofilia partite da adescamenti su internet.
«Secondo l’ultimo rapporto nazionale del telefono azzurro, al 40% dei minorenni che navigano in rete è stato chiesto un incontro reale da parte di sconosciuti - aggiunge - con il nostro monitoraggio non vogliamo sostituirci alla polizia postale, con cui collaboriamo, bensì fare attività scientifica, informazione, diffondere una cultura della responsabilità dell’utilizzo della rete; vogliamo costruire un faro».
Per l’11 febbraio, gli esperto Oso hanno organizzato il convegno “Innocenza in rete” (ore 21, via Ricasoli 17) per illustrare i rischi che i ragazzi corrono nella tranquillità domestica. L’iniziativa coinvolgerà anche gli alunni delle scuole medie Buricchi, 80 dei quali, in orario scolastico, faranno un’esperienza di navigazione che farà capire loro come riconoscere i rischi. «E’ quello che ci voleva» commenta la dirigente scolastica Laura Papini sollecitando un incontro anche con le scuole primarie.
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