Attenzione
Luigi Chiatti, il "mostro di Foligno", resta in carcere
Prato, il magistrato di sorveglianza ha confermato la misura di sicurezza a carico del "mostro di Foligno" detenuto nella casa circondariale della Dogaia: "È socialmente pericoloso"
PRATO. A oltre 20 anni dagli omicidi dei piccoli Simone Allegretti e Lorenzo Paolucci, Luigi Chiatti, il mostro di Foligno, è ancora socialmente pericoloso. Per questo non sarà libero una volta scontata nel carcere di Prato (nei prossimi mesi) la sua condanna a 30 anni di reclusione, ma verrà rinchiuso in una casa di cura e custodia per almeno tre anni. A deciderlo è stato il magistrato di sorveglianza di Firenze. Una decisione presa qualche settimana fa ma della quale si appreso oggi.
A chiedere di riesaminare la pericolosità sociale di Chiatti (già stabilita con la sentenza d'appello poi diventata definitiva) è stata la procura del capoluogo toscano. Un adempimento necessario in vista del possibile fine pena. Il magistrato di sorveglianza ha quindi acquisito tutti i dati raccolti dal personale del carcere di Prato. Dai quali emerge - detto nel provvedimento - che in Chiatti "è assente qualsiasi revisione critica e consapevolezza" rispetto ai fatti commessi.
Gli esperti hanno descritto una persona dai modi educati, dalla condotta regolare in carcere, ma con un "atteggiamenti distaccato". "Che è tornato sui fatti solo occasionalmente - hanno scritto ancora gli esperti -, parlandone come fa un soggetto terzo e tendendo a inquadrarli in un più ampio e astratto discorso sul bene e il male". Secondo il magistrato i dati scaturiti dalla lunga osservazione del mostro di Foligno "sono univoci" nel definire la sua pericolosità sociale" e la necessità di collocarlo "in un contesto adeguatamente contenitivo, non apparendo che la situazione nonostante la protratta detenzione, si sia evoluta".
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.10773158:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2015/01/31/news/uccise-due-bambini-presto-tornera-in-liberta-1.10773158]]Nessun motivo quindi per discostarsi dalle conclusioni della Corte d'assise d'appello di Perugia. Con la decisione di dichiarare eseguibile la misura di sicurezza. Un provvedimento che i difensori di Chiatti non hanno voluto in alcun modo commentare. Anche se non è escluso che possa essere impugnato. Secondo l'avvocato Giovanni Picuti, legale delle famiglie Paolucci e Allegretti, "quanto appreso costituisce la conferma degli allarmismi, tutt'altro che infondati".
"Le parti civili - aggiunge - si domandano in quale struttura verrà internato se la chiusura degli Opg non sarà immediatamente prorogata considerato che le fantomatiche strutture di competenza delle Asl Rems (residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza) non sono ancora disponibili ad accoglierlo". "Ho già perdonato Chiatti ma non potrei farlo con chi dovesse farlo tornare libero se non assolutamente sicuro che è guarito" dice Luciano Paolucci, il padre di Lorenzo. "Durante il processo - ricorda - fu lui a chiedere di non essere lasciato libero". Quel Luigi Chiatti che ancora oggi appare "intrappolato nel proprio mondo".
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