Sicurezza
Il ritorno del dragone nel centro storico
Prato, in occasione del Capodanno cinese il primo marzo la sfilata terminerà in piazza del Comune. Il 28 febbraio il corteo colorerà il Macrolotto industriale
PRATO. L’ultima volta risale al febbraio 2009. Poi, il centro storico divenne off-limits al loro Capodanno. Nell’era della giunta Biffoni il dragone della comunità cinese non fa più paura e, per dare il benvenuto all’anno della Capra, domenica 1 marzo compirà un giro leggermente più lungo, fino a piazza del Comune passando per via Guasti.
La nuova meta dei festeggiamenti per il Capodanno con gli occhi a mandorla (il tragitto rimane invariato rispetto al passato con l’unica variante, non indifferente, della tappa finale) è stata confermata dall’ufficio immigrazione del Comune con una comunicazione all’associazione cinese buddista che, come ogni anno, organizza la sfilata del dragone insieme a Dryphoto.
Non è stata firmata ancora l’ordinanza ufficiale ma è confermato che l’itinerario del dragone quest’anno si spingerà fino ai piedi del palazzo comunale, quasi simbolicamente a dimostrare che si vuole voltare pagina rispetto ai rapporti con la comunità cinese. Per cinque anni, i buddisti cinesi hanno sempre accettato lo stop della sfilata in piazza San Domenico rispettando quelle che furono le decisioni della giunta Cenni. Il cambio di rotta voluto dal vicesindaco Simone Faggi, delega all’immigrazione, è evidente. Perché “ghettizzare” una festa colorata e folcloristica che ogni anno attira centinaia di italiani tra turisti e appassionati di fotografia anche da fuori Prato? Intanto nella seduta del 3 febbraio la giunta comunale ha accordato il patrocinio della manifestazione che, come promette Anna Zhao, segretario dell’associazione dei buddisti cinesi che fa capo al tempio di piazza della Gualchierina, sarà ancora più fedele alla tradizione orientale, in un tripudio di colori, suoni e costumi dai grandi effetti scenografici. «Per noi è importante far conoscere le nostre tradizioni ai pratesi», sottolinea Anna Zhou, al timone di un’impresa di accessori che dà lavoro anche agli italiani.
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Capodanno dunque come occasione per gettare un ponte fra culture lontane, eppure così vicine. E l’associazione culturale di Dryphoto guidata da Vittoria Ciolini e Andrea Abati è la memoria storica del Capodanno cinese a Prato. Una festa che è sempre stata contrassegnata da polemiche.
«Ricordo ancora quando nel 2007 fu vietato il corteo del dragone, all’epoca della giunta Romagnoli», rammenta Vittoria Ciolini. Destra o sinistra al governo, insomma, il dragone ha sempre fatto discutere. La macchina organizzativa è già in moto in vista del primo marzo, mentre il 28 febbraio la sfilata colorerà il Macrolotto industriale. Ma l’ora X che segnerà l’ingresso nell’anno della Capra nelle Chinatown di tutto il mondo scoccherà il 18 febbraio. La comunità orientale festeggerà al centro buddista con il rintocco della campana alle 17 e un rito religioso al quale si uniranno anche due monaci arrivati da Pechino.
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